Lotta contro i tumori: sostieni anche tu la nostra Radioterapia

Per un nuovo acceleratore lineare in radioterapia sono scesi in campo anche i giocatori dell’Inter.

Andrea Ranocchia, Mateo Kovacic, insieme all’allenatore Roberto Mancini e al team manager Dejan Stankovic, ci sono anche loro tra i testimonial che hanno preso parte alla campagna promozionale per la raccolta fondi sostenuta da Cancro Primo Aiuto per aiutare la radioterapia di Niguarda.

E’ un rinnovamento necessario in un reparto che ogni anno si prende cura mediamente di 1.300 pazienti, che provengono anche da altri ospedali metropolitani o della provincia, per cui la Radioterapia di Niguarda è la struttura di riferimento.
Ospedali come il Policlinico, il Sacco, il Fatebenefratelli, l’Ospedale di Garbagnate e il San Carlo di Paderno Dugnano, che non sono dotati di macchinari per la radioterapia, indirizzano nel nostro reparto i loro pazienti. Il nuovo acceleratore non sarà un valore aggiunto solo per Niguarda ma per un bacino d’utenza molto più ampio.

La campagna di raccolta fondi è appena partita ma già si guarda avanti. Non si conoscono ancora i dettagli tecnici del nuovo acceleratore. Sicuramente sarà un macchinario di ultima generazione con tecnologia VMAT (Volumetric Modulated Arc Therapy) che garantisce trattamenti più mirati.
Grazie alla maggior precisione si incrementano le possibilità di successo e si accorcia la durata media delle sessioni. Tutto questo permetterà di trattare un numero maggiore di pazienti. Un dato non di poco conto visto che la radioterapia è un’opzione terapeutica sempre più utilizzata nelle cure oncologiche.



A cosa serve l’acceleratore lineare

La radioterapia utilizza le radiazioni ionizzanti, analoghe a quelle utilizzate in diagnostica ma dienergia molto più elevata, con finalità terapeutiche.
Nella radioterapia a fasci esterni o teleterapia, una macchina dedicata, l’acceleratore lineare,  posta ad una certa distanza dal corpo, focalizza il fascio di radiazioni su una precisa area da trattare in maniera assolutamente indolore per il paziente che si trova sdraiato su un lettino incorporato nella macchina stessa.
Il trattamento prevede la suddivisione della dose in un certo numero di sedute.

Attraverso i fasci di radiazioni, la radioterapia induce la perdita della capacità delle cellule malate di crescere e di riprodursi.
Nel corso degli anni i trattamenti radioterapici si stanno sempre più affinando e aumenta la quota dei pazienti oncologici che nel loro percorso di cura traggono beneficio dalla radioterapia: gli ultimi dati indicano che questa opzione viene utilizzata almeno nel 60% di tutti i casi di tumore, spesso in associazione con la chirurgia o la chemioterapia.

Il corretto funzionamento dell’acceleratore e l’elaborazione del piano di cura sono garantiti dalla collaborazione col fisico sanitario, sul lettino del macchinario il paziente è preparato dai tecnici di radioterapia che lo posizionano accuratamente. La mira viene verificata con una Tac (generalmente montata sullo stesso acceleratore), sulla base di questo puntamento la posizione del paziente viene aggiustata millimetricamente, quindi inizia la seduta di trattamento vera e propria.

La radioterapia è utile per quasi tutti i tipi di tumore, ma ci sono delle aree in cui gli avanzamenti sono stati più eclatanti: una di queste è il tumore della prostata, una patologia ad alta incidenza nel maschio nella quale la radioterapia porta a risultati curativi del tutto equiparabili a quelli della chirurgia.
Un altro ambito in cui i passi avanti sono notevoli è il tumore del retto.
 

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