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30.03.2011

CRIOCONSERVAZIONE GAMETICA:
Una chance per pazienti oncologici e non solo

Un codice da digitare, il riconoscimento delle impronte digitali e la porta si apre. L’allarme, che segnala l’innalzamento della temperatura ambientale dovuta alla nostra presenza, inizia a suonare.

Banca di crioconservazione. Già il nome sa di futuro, di fantascienza.
Un futuro che qui a Niguarda è arrivato ufficialmente solo da quest’anno, ma che aveva già da tempo tutti gli “ingredienti” pronti per essere realizzato.

Di cosa si tratta?
Di una semplice ma preziosa possibilità, offerta a tutti quei pazienti che devono sottoporsi ad una terapia che potrebbe impattare sulla loro fertilità. Alla luce di tale rischi, requisito necessario per usufruire del servizio, si prelevano e si congelano i rispettivi ovuli o spermatozoi in modo da avere una “riserva” da cui attingere per avere comunque una chance riproduttiva tramite inseminazione artificiale. 

6-7 la media di congelamenti che si effettuano mensilmente.
La maggior parte di questi sono malati cui è stato diagnosticato un tumore, per cui si prevede una possibile riduzione del potenziale riproduttivo in seguito alla chemioterapia.
Predominante ma non esclusiva: al fianco dell’indicazione oncologica ci sono, infatti, pazienti provenienti dall’ematologia, dall’urologia e dalla neurologia; in aumento i grandi ustionati per cui il calore può determinare nel lungo termine infertilità e i militari in partenza per aree contaminate da uranio arricchito.

Più facile per lui, più complessa per lei.
Il maschio ha, infatti, una facilità di produzione di spermatozoi per cui la procedura si riduce al semplice stoccaggio. Nella donna il prelievo avviene tramite un intervento chirurgico e la possibilità di conservazione si abbassa a una decina di ovuli anziché milioni di spermatozoi come avviene per l’uomo.

Se effettuato con la dovuta perizia la conservazione nell’azoto liquido è virtualmente infinita. Una volta scongelati i gameti si potrà scegliere tra la tecnica di fecondazione assistita più opportuna per il caso. Ne esistono almeno una cinquantina e il nostro centro le pratica tutte.

Per Info:
Centro Studi e Trattamento per i Disturbi della Fertilità
Lun-Ven 02.6444.2618/2034
dalle 08.00 alle 16.00.


Tratto da Il Giornale di Niguarda

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