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21.03.2011

DIABETE E GRAVIDANZA
Attenti a quei due

Interessate il 7-8% delle gravide. A Niguarda uno dei centri con la maggiore casistica nazionale

Diabete e “pancione”, un binomio da tenere sotto controllo. La patologia è un “osservato speciale” quando la futura mamma è una paziente già nota e sotto terapie; un ospite, quanto mai indesiderato, il diabete lo diventa, quando insorge con la gravidanza. Due forme diverse entrambe accomunate dai rischi che possono seriamente interessare il nascituro. Diagnosticare e intervenire, a Niguarda un Centro, fondato sulla collaborazione di ostetrici, diabetologi e neonatologi, segue annualmente un centinaio di mamme, per farle vivere la gravidanza nella maniera più serena possibile.
I dati dicono che il 7-8% delle gestanti (ma il numero è destinato ad aumentare con l’applicazione dei nuovi criteri diagnostici recentemente approvati anche nel nostro Paese) può avere a che fare con questa problematica, con finestre di intervento diverse a seconda che la malattia sia pre-gravidanza oppure sia una conseguenza di questa.

La parola a Matteo Bonomo, Direttore della Diabetologia

Il rischio è molto più precoce per le forme pre-gestazionali: lo squilibrio metabolico della madre può, infatti, essere un pericolo già al momento del concepimento. Per questo tipo di pazienti programmare la gravidanza è fondamentale per impostare la terapia più appropriata.
Malformazioni e abortività questi sono, infatti, i rischi a cui il feto può andare incontro se la glicemia della mamma non è tenuta entro valori di sicurezza nel periodo a cavallo del concepimento.
Occhi ben aperti anche per le forme gestazionali, ma con una finestra di allerta che interessa la seconda metà di gravidanza. In questi casi l’azione “diabetogena” è dovuta ad ormoni secreti dalla placenta; il loro effetto diventa rilevante attorno alla 24esima-28esima settimana di gestazione ed è in questo momento che solitamente vengono attivati i programmi di screening. La cosa più comune è che se non trattato per tempo il diabete determini una crescita sproporzionata del bambino, questo perché il sangue iperglicemico della madre interferisce con il metabolismo fetale, favorendo l’accrescimento più rapido dei tessuti insulinosensibili, tipicamente gli organi addominali. Si può determinare così una sproporzione tronco-testa, una situazione, questa, difficile da gestire al momento del parto con una frequenza più marcata di ricorso al cesareo.

Non solo: ad aumentare sono anche complicanze quali il rischio di ipoglicemia e ipocalcemia post nascita, oppure una maggiore incidenza di ittero e una più lenta maturazione polmonare.
Autocontrollo domiciliare quotidiano della glicemia, visite ed esami del sangue ogni 15 giorni, ecografie per valutare
la crescita fetale e una terapia insulinica che va intensificata, queste le tappe che scandiscono il percorso di assistenza nel
Centro dedicato del nostro Ospedale, un percorso fondato sull’esperienza e multidisciplinarietà perché quello del pancione
sia l’unico peso in più della gravidanza.
È bene ricordare che se individuato per tempo e ben gestito il diabete in gravidanza non comporta rischi in più per le madri e per i loro neonati rispetto alle donne non diabetiche.

In foto:
Roberta, una paziente del centro. Leggi la sua storia su: annual2008

Tratto da: Il Giornale di Niguarda

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