A cura di Elide Pastorello, Direttore Allergologia.
Gli antistaminici vengono principalmente usati per alleviare, prevenire o curare i sintomi causati da reazioni allergiche di diversa origine.
In particolare sono indicati nel raffreddore allergico e nell’orticaria.
Agiscono riducendo la secrezione e la congestione nasale e soprattutto diminuendo il numero di starnuti e bloccando la lacrimazione continua.
Stop agli effetti dell’istamina
Quando le mucose del nostro apparato respiratorio (naso e bronchi) o di quello gastroenterico vengono a contatto con un
allergene (sostanza responsabile dell’allergia) cui siamo sensibilizzati si ha il richiamo e l’attivazione di particolari cellule, dette
mastociti, che liberano grandi quantità di istamina.
Essa si riversa su specifici recettori (strutture appartenenti al sistema nervoso, che servono a consentire la trasmissione di un messaggio) determinando la produzione di secreto mucoso e di starnuti e l’insorgenza di prurito nasale, oculare o cutaneo, di eritemi diffusi, o di edemi (gonfiore) locali per aumento della permeabilità capillare.
In soggetti asmatici provoca anche gravi broncocostrizioni. La somministrazione di antistaminici, bloccando questi recettori, rende inutilizzabile l’istamina che ben presto viene eliminata senza poter causare più disturbi.
Un brutto quarto d’ora
L’azione del farmaco si ha generalmente dopo 15-30 minuti dall’assunzione e raggiunge l’effetto massimo entro 1 o 2 ore. I nuovi antistaminici hanno un’emivita molto lunga e la loro azione dura perciò fra le 12 e le 24 ore, consentendone la somministrazione una volta al giorno. Dopo la loro assunzione, pertanto, si ha in breve tempo una riduzione dei sintomi nasali e del prurito cutaneo.
Tratto da: Il Giornale di Niguarda
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