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30.01.2012

HPV
Un problema anche per lui

Contro l’infezione da HPV (Human Papilloma Virus) è opportuno vaccinare anche lui.
La richiesta porta in calce la firma delle 3 più importanti società scientifiche che si occupano di patologie maschili. La Società Italiana di Andrologia (SIA), la Società Italiana di Urologia (SIU) e la Società Italiana di Andrologia e Medicina della Sessualità (SIAMS) raccolgono i dati degli ultimi studi in materia e lanciano l’appello per mettere al riparo dall’infezione anche l’universo maschile.
Uno studio americano pubblicato sulla rivista Lancet ha indagato per la prima volta i tassi di incidenza dell’infezione nella popolazione maschile. I risultati indicano che oltre il 50% degli uomini risulta positivo al test dell’HPV e, di questi, oltre il 30% è portatore di un ceppo pericoloso, capace di provocare nel tempo la formazione di un tumore.
Se per le donne il pericolo numero uno è il cancro al collo dell’utero, nel maschio le neoplasie HPV correlate possono colpire il pene, l’ano e il tratto orofaringeo.
Inoltre è stato evidenziato che la storia naturale dell’infezione è diversa nell’uomo e nella donna: nel primo, infatti, il rischio di contrarre il virus è costante nell’arco di tutta la vita, mentre nella seconda il rischio è massimo intorno ai 20-35 anni per poi ridursi progressivamente con l’età.
L’iniziativa delle società scientifiche non è isolata.
In Europa, infatti, è attesa da parte dell’Agenzia Europea del Farmaco l’estensione delle indicazioni del vaccino quadrivalente nei maschi fino a 26 anni. Ad oggi vari paesi, tra cui Australia e Stati Uniti, hanno già esteso le indicazioni ai maschi fino al ventiseiesimo anno di età, mentre l’unico paese europeo ad aver avviato un programma di vaccinazione universale anti- HPV è l’Austria.

La parola a Antonio Canino dell’Ostetricia e Ginecologia:
La vaccinazione per i maschi potrebbe essere una mossa azzeccata per ridurre la diffusione del virus in un Paese come il nostro in cui la copertura vaccinale femminile è rimasta piuttosto bassa. In Italia, infatti, a tre anni dall’avvio della campagna per le dodicenni il tasso di copertura non supera il 59%, seppur con forti differenze su base regionale.

Lo Human Papilloma Virus (HPV), con le sue oltre 120 tipologie finora accertate, è uno dei virus a trasmissione sessuale a più alta incidenza nella popolazione mondiale, al punto che il Center for Disease Control and Prevention statunitense riporta che circa l’80% delle donne e il 50% di uomini contrae una forma di HPV nel corso della propria vita, in particolare tra i 20 e i 40 anni.
Le infezioni genitali da HPV sono state classificate in due sottogruppi in base al grado di aggressività del virus: abbiamo la forma “a basso rischio”, che può rimanere asintomatica e risolversi spontaneamente o causare la comparsa di condilomi nelle zone genitali (ovvero escrescenze della pelle di tipo verrucoso); e la forma “ad alto rischio”, che invece può causare l’insorgenza di tumori quali il cancro al collo dell’utero, nelle donne, o del pene, negli uomini.

Tratto da: Il Giornale di Niguarda

 

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