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31.07.2012

MALARIA:
hai messo la profilassi in valigia?

Quel fastidioso ronzio che disturba le nostre notti di mezza estate, alle latitudini tropicali non solo non fa dormire, ma spaventa, perché quel sibilare è il suono di una malattia tristemente nota: la malaria.
Si tratta della seconda malattia infettiva al mondo per prevalenza, dopo la tubercolosi, con 500 milioni di nuovi casi clinici (di cui il 90% nell’Africa tropicale) e 1 milione di morti l’anno (fonte: Gaetano Filice, Malattie infettive, 2° edizione).
In Italia nel periodo 2000-2008 sono stati rilevati 6377 casi, tutti d’importazione (o meglio quasi tutti: 9 erano di origine autoctona), ovvero la malattia si è sviluppata in seguito ad un viaggio in un’area endemica (fonte: “Malaria surveillance in Italy: the 2000-2008 national pattern of imported cases”). La maggior parte di questi (72,5%) ha riguardato cittadini stranieri.

Diamo la parola a  Massimo Puoti, Direttore Malattie Infettive

Un individuo nato in un’area malarica sviluppa una certa immunità . Ma questa protezione viene persa se per 2-3 anni si soggiorna in una zona non a rischio come il nostro Paese. Per questo motivo gli stranieri che tornano a casa sono i soggetti più coinvolti nella casistica. Lo stesso vale anche per i loro bambini, che nati in Italia, non hanno avuto modo di sviluppare alcuna difesa.
Oltre a misure di protezione come l’uso di zanzariere, i repellenti cutanei ed ambientali, si consiglia di indossare abiti chiari (quelli scuri attirano le zanzare) per coprirsi completamente limitando l’esposizione della pelle, soprattutto tra il tramonto e l’alba, periodo di maggiore attività delle zanzare.
A queste misure deve essere associata la profilassi farmacologica che riduce ulteriormente il rischio d’infezione. Esistono vari farmaci, il più indicato sarà consigliato dall’Ufficio Profilassi Internazionale ASL per la Medicina dei Viaggi, a cui il viaggiatore dovrà rivolgersi, fornendo le specifiche dell’itinerario (località, altitudine, periodo di permanenza, passaggio in aree rurali, ecc…).
La chemioprofilassi antimalarica deve iniziare almeno una settimana prima della partenza continuando con l’assunzione dei farmaci, ai dosaggi e con le periodicità prescritte, per un periodo variabile prima dell’inizio del soggiorno in area a rischio (da 2 settimane e mezzo
ad un giorno) per tutta la durata del viaggio e per non meno di 1- 4 settimane dopo il ritorno, a seconda dei farmaci assunti e dell’intervallo tra le dosi.
Una volta a casa nel caso si sospetti la malaria è necessario rivolgersi immediatamente ad un medico o ad una struttura ospedaliera per effettuare gli esami necessari per la diagnosi. La malaria dovrebbe essere sempre sospettata in caso di febbre a breve distanza dal ritorno da una zona a rischio, particolare, questo, da riferire sempre ai sanitari.


LA PATOLOGIA

Cos’è

La malaria è una malattia infettiva dovuta ad un protozoo, un microrganismo parassita del genere Plasmodium, che si trasmette all’uomo attraverso la puntura di zanzare del genere Anopheles.

Dove
La malaria è presente in gran parte dell’Africa, nel subcontinente indiano, nel sudest asiatico, America latina e in parte dell’America centrale. Il 40% della popolazione mondiale vive in aree in cui la malaria è endemica (ovvero la malattia è sempre presente tra la popolazione di una certa area geografica, con un numero di casi sostanzialmente costante nel tempo).

Gravidanza
Sono sconsigliati i viaggi in zone malariche in tutte le fasi della gravidanza, perché la malattia aumenta il rischio di prematurità, aborto, morte neonatale e della madre.

Età pediatrica
I bambini sono ad alto rischio di contrarre la malaria perché possono ammalarsi rapidamente e in modo grave, pertanto, la febbre in un bambino di ritorno da una zona endemica deve essere sempre considerata come sintomo di malaria che va curata il prima possibile.

Tratto da: Il Giornale di Niguarda

 

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