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21.08.2012

SAFENA E VARICI
come e quando intervenire...

Lo spiega il chirurgo vascolare Federico Romani

Cosa sono le varici?
Sono vene dilatate di apparenza tortuosa che interessano il sistema venoso superficiale delle gambe. Questo sistema, costituito dalla grande e piccola safena e dai loro vasi affluenti, ha la funzione di raccogliere il sangue periferico e indirizzarne il flusso dal basso verso il cuore.

Trattamento
Obiettivo dell’intervento è l’eliminazione della vena safena malata e non più funzionante. L’intervento tradizionale, definito safenectomia, consiste nell’asportazione, totale o parziale, della vena grande safena, o della piccola safena, unitamente ai suoi collaterali varicosi.

Tecnica della safenectomia o stripping della safena
L’intervento consiste in un’incisione di circa 2-3 cm all’inguine e una più piccola, di circa 1 cm, al malleolo (caviglia). La vena viene così isolata ai due capi, ed incannulata con una sonda apposita che al termine “sfila” via la vena (stripping).
Le vene varicose dell’arto che dipendono dai rami collaterali della safena vengono poi singolarmente asportate mediante altre piccole incisioni (di 2 mm circa).
Al termine si pratica una fasciatura elastica, che va mantenuta per una decina di giorni.

Day- surgery
Si tratta di un intervento eseguibile in anestesia loco regionale e generalmente in day-surgery. E’ tuttavia
possibile che alcuni sintomi d’insufficienza venosa permangano o ricompaiano a distanza di tempo, che vi siano ritardi di guarigione delle ferite, o aree di alterazione della sensibilità della pelle nelle zone trattate chirurgicamente, generalmente reversibili.

Varicectomia
In presenza di piccole varici sintomatiche o asintomatiche ma con impatto estetico, che non coinvolgono la vena safena, l’intervento più adatto consiste nell’asportazione delle vene colpite mediante micro-incisioni. Tale intervento definito varicectomia viene realizzato in anestesia locale ed eseguito in regime di day-hospital. Per quelle più piccole (ma esteticamente fastidiose!) è invece più adatta la scleroterapia, una tecnica che consiste nell’iniezione di sostanze che provocano il riassorbimento del tratto varicoso.

Tecniche alternative
E’ oggi possibile ricorrere a tecniche meno invasive, più confortevoli per il paziente e con tempi di
guarigione più rapidi. Si tratta dell’ablazione della safena mediante laser o radiofrequenza. In questo caso, attraverso una sola, piccola incisione e sotto controllo ecografico, vengono inserite delle sonde apposite che, liberando energia laser o radiofrequenze, danneggiano la parete interna della safena finendo per occluderla e pertanto eliminarla di fatto dal circolo. I risultati sono decisamente incoraggianti, il gradimento dei pazienti è superiore rispetto alla tecnica tradizionale e pertanto presto diventeranno la procedura di scelta.


Tratto da: Il Giornale di Niguarda

 

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