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18.04.2010

SCOMPENSO CARDIACO
Aiuti artificiali per il cuore affaticato

Molte malattie del cuore come infarto e cardiomiopatie causano lo scompenso cardiaco, una condizione in cui l'organo non è più in grado di fornire sangue e quindi ossigeno in misura sufficiente al resto del corpo.
La sofferenza cardiaca si traduce in un affaticamento generale con una mancanza di fiato durante l'attività fisica, anche leggera, o addirittura a riposo specie in posizione sdraiata, gambe gonfie, difficoltà ad alimentarsi, cardiopalmo.

La parola a Maria Frigerio, Direttore della Cardiologia 2

L'aggravamento di questi disturbi può arrivare fino allo stato di shock.
E' spesso necessario un ricovero ospedaliero.
Lo scompenso interessa più dell'1% della popolazione, raggiungendo un picco del 5% tra gli ultrasettantenni, e compromette la qualità di vita e la sopravvivenza in misura simile o superiore alla maggior parte dei tumori.
Il trattamento si basa sullo stile di vita e sull'uso di farmaci e di pacemaker-defibrillatori.
Queste cure hanno migliorato l'aspettativa di vita dei pazienti rispetto allo scorso decennio, limitando la necessità di ricorrere al trapianto di cuore.
Nelle forme più gravi, cioè quando i farmaci più potenti non sono efficaci o rischiano di perdere la loro efficacia si può ricorrere all'aiuto del cosiddetto cuore artificiale e apparecchi che sostengono o sostituiscono la funzione del cuore.

L'ospedale è all'avanguardia nell'impiego di questi sistemi di assistenza al circolo, da quelli di breve durata, cioè qualche giorno, che possono essere impiantati per via percutanea in terapia intensiva o nelle sale di emodinamica, a quelli destinati a durare anche anni che necessitano invece di un vero e proprio intervento chirurgico.

 

Tratto da:Il Giornale di Niguarda