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30.07.2012

SINDROME DEI PIEDI BRUCIANTI
Camminare sui carboni ardenti

Indossare sandali e ciabatte, d'estate, è una cosa normale.
Ma c'è chi lo fa anche d'inverno, senza nemmeno le calze, destando gli sguardi perplessi e divertiti della gente.
Perché c'è chi, nonostante le basse temperature, sente sempre i piedi in fiamme anche se a toccarli sono gelidi a causa di uno strano disturbo chiamato "sindrome dei piedi brucianti".
Rientra nell'ambito delle polineuropatie, malattie che colpiscono i nervi periferici diffusamente e in modo simmetrico, e può subentrare secondariamente ad altre patologie come diabete, carenza da vitamina B1, anemia, alcolismo, insufficienza renale, Aids, neoplasia.
Ma, in rari casi, compare come disturbo primario come una fiamma che improvvisamente divampa sui piedi.
Come per qualsiasi altro raro disturbo, l'iter di chi ne è affetto è tortuoso, fatto da un infinità di visite specialistiche presso l'angiologo, l'ortopedico, il fisiatra, il dermatologo e, in ultimo, lo psicologo.
Da un centro di cura all'altro, il malato si sposta camminando con fatica e dolore, come se fosse sui carboni ardenti, a volte portandosi sotto braccio un secchio di acqua e ghiaccio per un pediluvio rinfrescante d'emergenza.
La diagnosi di "sindrome dei piedi brucianti", quando non è conseguenza di un'altra malattia, è fatta per esclusione, dopo che tutti gli esami a cui il paziente è stato sottoposto, tra cui risonanza magnetica nucleare e elettromiografia, non evidenziano anomalie in muscoli e nervi.

La parola a Dante Facchetti, Responsabile Neurofisiopatologia
Probabilmente si tratta di un'alterazione del sistema nervoso periferico a livello di quelle piccole fibre nervose responsabili della sensibilità al dolore e del controllo della microcircolazione.
Si può curare se la causa è una malattia specifica.
Altrimenti, nel caso che la sindrome sia il disturbo primario, si può ricorrere ad alcuni farmaci: antidepressivi, triciclici e serotoninergici, che modulano i neurotrasmettitori per il controllo del dolore, gli antiepilettici, che rendono meno eccitabili le membrane dei neuroni, e gli analoghi dei trasmettitori GABA, che stabilizzano i canali del calcio sulle cellule nervose.


Tratto da: Il Giornale di Niguarda

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