Eccolo lì, l’ex-fidanzato abbandonato che tenta di riconquistare la sua lei con sms, fiori e regali recapitati a casa, bigliettini lasciati sul parabrezza dell’auto.
Nulla di vietato, si intende, purchè la non-rassegnazione alla perdita della persona amata non trasformi le pene d’amore in ossessione. Lo chiamano stalking, termine traducibile in ‘fare la posta’, e abbraccia un ventaglio di comportamenti continuativi e intrusivi per controllare, sorvegliare, prendere informazioni, cercare un contatto e una comunicazione non desiderata verso una vittima predestinata.
Di frequente la vittima è una donna, non necessariamente bella e famosa come Nicole Kidman o Sharon Stone, le cui molestie ricevute hanno portato alla ribalta il fenomeno dello stalking sulle cronache.
La parola a Antonio Canino, Ostetricia e Ginecologia
Le più colpite sono le frequentatrici di college o università.
Ci sono anche professioni che espongono a maggiore rischio, come quelle di cura e aiuto: molti medici, avvocati, insegnanti, infermieri, assistenti sociali, psicologi subiscono persecuzioni assillanti da parte degli assistiti.
Il molestatore non sempre è uno psicotico, ma è un individuo normale o con personalità cosiddetta ‘borderline’, cioè ossessivo, molto egocentrico e narciso, con lacune affettive nel suo passato. Può essere un partner abbandonato ma anche un amico, un collega di lavoro o uno sconosciuto.
La strategia è quasi sempre la stessa: lo stalker inizia con una persecuzione nascosta dietro a mail di contenuto personale, sms inviati a qualsiasi ora, telefonate a casa, passando poi a cercare la vittima sul posto di lavoro, sotto il portone di casa, e infine a pedinamenti per conoscerne abitudini e spostamenti.
A facilitare il molestatore sono i mezzi di comunicazione come internet che consente un accesso a informazioni anche riservate e permette di scovare indirizzi mail a cui contattare la vittima.
Ricevere inaspettatamente una telefonata, una lettera, un sms, un mazzo di fiori, un regalo da una persona gradita non costituisce di certo reato. Quando il computer e il cellulare non esistevano andavano in voga i bigliettini passati sotto il banco, o le serenate alla sera sotto le finestre della persona corteggiata: Romeo sarebbe stato un perfetto stalker se Giulietta non lo avesse gradito.
In realtà è la frequenza, l’intenzionalità, il non rispetto della privacy, il mancato gradimento a rendere questi approcci delle armi micidiali.
Lo stalking può durare mesi o anni, complice la vittima che spesso tende a tacere la situazione nella speranza che il molestatore desista. Nel frattempo subentrano ansia e paura quotidiana e la situazione può anche degenerare in minacce e violenza fisica.
Chi è lo stalker?
Gli esperti ne individuano
cinque tipologie
- il Rifiutato è un ex partner abbandonato che ha avuto o ha cercato di avere una relazione affettiva con la vittima (come Glenn Close in ‘Attrazione fatale’)
- il Rancoroso è un cliente, paziente, assistito, fruitore di servizi deluso e non soddisfatto in un suo bisogno non sentimentale ma su cui aveva investito molto dal punto di vista emozionale e affettivo
- il Cercatore di intimità è un soggetto che presenta un alto grado di isolamento psicosociale e scarse capacità relazionali, potenzialmente violento (come Robert De Niro in ‘Taxi Driver’)
- il Corteggiatore inadeguato è timido, impacciato, ignora le tecniche e le regole sociali del corteggiamento (il ragionier Fantozzi e la sua collega di lavoro)
- il Predatore è pericoloso, ha tratti sado-masochistici, gode a inseguire e cacciare la preda prescelta verso cui è spinto da una pulsione sessuale, lesiva e omicida (le coltellate alla schiena subite dalla tennista Seles durante una partita da parte di un suo molestatore abituale).
A chi può rivolgersi la vittima?
Presso il nostro ospedale opera "Telefono Donna", un centro di ascolto e di consulenza per la donna e la famiglia in difficoltà, che si occupa anche del reato di stalking.
Per Info:
Telefono Donna
Lun-Ven: 9.30-17.30 Tel 02 6444.3043 / 3044