C’è chi ha pensato al miracolo a pochi giorni dal Natale: si chiama Matteo ed è nato il 27 dicembre a Niguarda da una donna in stato di morte cerebrale, in seguito a una meningite fulminante che l’ha colpita il 3 novembre, quando era alla ventunesima settimana di gravidanza.
La donna, una ragazza cingalese di 30 anni, era stata ricoverata per 40 giorni all’ospedale San Paolo e proprio dalla ventunesima alla ventisettesima settimana, era stata assistita in modo congiunto da rianimatori, ostetrici e ginecologi. Ma l’assenza di una terapia intensiva neonatale nell’ospedale della zona Barona ha reso necessario il trasferimento a Niguarda.
Giunta alla Ca’ Granda mamma Nirmala è stata tenuta in vita artificialmente per arrivare al traguardo della ventinovesima settimana di gestazione, quando sarebbe stato possibile dare alla luce il piccolo, nonostante lo stato di coma irreversibile e di morte cerebrale della sfortunata madre.
Sembrava una gravidanza regolare, nessun problema fino alla ventunesima settimana.
Poi, all’improvviso, quella febbre altissima che l’ha colpita. Fino a quando un giorno il marito al rientro a casa non l'ha trovata priva di sensi. Il 118 ha portato la donna al San Paolo e lì i medici hanno capito subito che si trattava di un caso disperato.
Per far nascere il piccolo Matteo, a Niguarda, è entrata in azione una équipe formata da Claudio Betto, Direttore Neurorianimazione, Mario Meroni, Direttore Ostetricia e Ginecologia, Roberto Merati, Responsabile Ostetricia, e Stefano Martinelli, Direttore Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale.
In questi casi si tratta soprattutto di assistere il corpo della madre: è un impegno infermieristico enorme che richiede attenzione e sforzi congiunti.
Quindi il parto che è avvenuto con taglio cesareo. Successivamente, passato il periodo di osservazione ed espletate le procedure legali, che accertano la morte di un paziente in coma cerebrale, è stato dichiarato il decesso della madre e su richiesta della famiglia, sono state avviate anche le procedure necessarie per la donazione degli organi.
Matteo alla nascita pesava un chilo e 140 grammi, stava bene ed è stato dimesso dopo pochi giorni.
Ancora a Niguarda
Il 10 giugno 2006, nella notte, dalla mamma che era in stato di morte cerebrale nasceva Cristina Nicole.
La piccola alla nascita pesava solo 713 grammi, dopo due mesi e mezzo di assistenza nella terapia neonatale ha lasciato il nostro Ospedale: era ormai fuori pericolo e aveva raggiunto i 2 chili di peso. Allora il caso della madre di Cristina fu l’undicesimo caso, al mondo, di morte cerebrale materna con prolungamento della gravidanza per garantire una maturazione fetale compatibile con la vita.
Per info:
Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale