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16.11.2010

TRASFUSIONI DI SANGUE
Aperta la via verso il sangue artificiale

Potremo dire addio alla carenza di sangue che da sempre affligge gli ospedali? I primi campioni di sangue artificiale prodotti in USA sono ora sotto il microscopio dell’FDA, la Food and Drug Administration. Il responso dell’ente americano garante per la salute sarà fondamentale per programmare la sperimentazione sull’uomo.
Il sangue artificiale è sempre stato una sorta di “pietra filosofale” della medicina: fino a poco tempo fa si riteneva che la sua produzione fosse impossibile. A smentire quella che ormai sembrava una certezza, ci ha pensato un gruppo di ricercatori
statunitensi. Gli scienziati della Arteriocyte, una biotech company finanziata niente meno che dal Pentagono, sono riusciti ad
addestrare cellule staminali ematopoietiche, estratte da cordone ombelicale, per ottenere sangue intero 0 negativo.

Ne parliamo con Roberto Cairoli, Direttore di Immunoematologia e Medicina Trasfusionale qui al Niguarda

Sono diversi i gruppi di ricerca che si sono cimentati nell’impresa. Ma nessuno fino ad oggi era riuscito ad ottenere globuli rossi di gruppo 0 negativo, il donatore universale.
Un grande risultato, che potrebbe in futuro rendere disponibile una quantità di sangue in grado di soddisfare le esigenze dei più importanti ospedali. I grossi centri ospedalieri come la Ca’ Granda rappresentano importanti consumatori di sangue, che viene utilizzato soprattutto in oncologia, per i pazienti sottoposti a chemioterapia, per i trapianti di organo e nelle situazioni di emergenza chirurgica o medica come la terapia intensiva o il pronto soccorso.
Ad oggi, l’unica fonte di sangue è rappresentata dalle donazioni, che arrivano agli ospedali attraverso un circuito di centri di raccolta dislocati su tutto il territorio della regione. Sono 2890 le unità di emocomponenti che ogni mese vengono distribuite
e utilizzate al Niguarda, e circa 960 per quanto riguarda le strutture convenzionate sparse sul territorio. La Lombardia è una delle poche regioni che riescono ad essere autosufficienti, provvedendo autonomamente a soddisfare il proprio fabbisogno di sangue e componenti ematici.
Ma non senza problemi. Le donazioni (circa 1500 unità di emocomponenti raccolte ogni mese presso l’Avis Comunale Milano, l’Avis Provinciale e la Sede di Niguarda) infatti non garantiscono un flusso costante di sangue. La difficoltà di reperire quantità sufficienti di sangue è sempre elevata, e in maniera particolare durante i periodi di vacanza, quando i donatori non sono disponibili. Per questo organizziamo raccolte di sangue che servono proprio a superare questi momenti di grandissima carenza. Per diventare donatore è sufficiente rivolgersi a una delle tante associazioni, come l’AVIS, che si occupano della raccolta e della distribuzione agli ospedali. La donazione di sangue è un atto volontario e altruista, che permette non solo di aiutare altre persone, ma è un’occasione utile per il donatore che può sottoporsi a un piccolo check-up gratuito.
In un certo senso è come unire l’utile al dilettevole.

Tratto da: Il Giornale di Niguarda

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