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07.03.2012

ZECCHE
Attenzione ai morsi

Sono piccole e imparentate, neanche tanto “alla lontana”, con scorpioni e ragni: le zecche infestano i nostri amici a quattro zampe, ma possono diventare una minaccia anche per l’uomo. Il loro morso, spesso indolore, può essere, infatti, un veicolo d’infezione.

Facciamo il punto della situazione con Marco Negri della Dermatologia

 È bene precisare che si tratta comunque di un’eventualità rara perché non è detto che la zecca sia infettata da un germe e nel caso lo fosse potrebbe anche non trasmetterlo all’uomo o trasmetterlo in quantità tali da non causare problemi.
Inoltre, nella maggior parte dei casi, l’infezione viene neutralizzata dal sistema immunitario.
Rimane, però, un’eventualità importante da non sottovalutare in caso di morso.
Il pericolo può venire da Fido o essere nascosta tra le foglie e gli arbusti di prati e boschi.

Nel nostro Paese sono 3 le malattie umane trasmesse dalle zecche.
La malattia di Lyme e la meningo-encefalite da zecche sono trasmesse da Ixodes ricinus, la zecca dei boschi, che ama il clima umido e che è presente soprattutto nei boschi del Nord- Italia.
L’altra malattia è la febbre bottonosa del Mediterraneo trasmessa da Ripicephalus sanguineus, la zecca del cane.
Questo parassita predilige i climi caldo asciutti ed è piuttosto comune al Centro-Sud, soprattutto in Sicilia.

I sintomi in genere sono poco specifici e comprendono febbre leggera, mal di testa, dolori muscolari e articolari e malessere generale.
La malattia di Lyme, di solito, provoca un’eruzione della pelle che compare intorno al morso della zecca, come una piccola chiazza rossa che si allarga formando degli anelli. Si possono avere anche disturbi articolari, cardiovascolari e neurologici. L’encefalite da zecche può essere una manifestazione neurologica della malattia di Lyme, altre volte è il risultato di un’infezione virale a sé stante, ma comunque trasmessa direttamente dalla zecca.
In questo caso più che mai, prevenire fa rima con coprire. Occorre, infatti, proteggersi negli ambienti a rischio, oltre che con eventuali repellenti, con maniche lunghe, calzoni lunghi stretti alle caviglie, infilati sotto le calze, e scarponcini relativamente alti. Per limitare il contatto con la vegetazione, raccogliere i capelli e camminare al centro dei sentieri. La raccomandazione per i nostri animali domestici è quella di proteggerli periodicamente con dei repellenti specifici.

Tratto da: Il Giornale di Niguarda

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