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07.01.2011

Sopravvive ad un incidente aereo: la storia di Sylvain

È una storia bella, di quelle che iniziano male, ma il finale è lieto. Il protagonista è Sylvain, un ragazzo svizzero di 28 anni, tornato dopo un anno a Niguarda per quel finale che l’ha ridato alla vita. Cinque settimane le ha già trascorse in questo Ospedale,
ma possiamo dire che è la sua prima volta alla Ca' Granda, visto che di quella lunga degenza non ricorda nulla.

Andiamo per ordine.
La cronaca inizia il 28 dicembre 2009 e Sylvain si trova a circa 300 m d’altitudine, sta sorvolando la Brianza a bordo di un
piccolo aereo da turismo. Non è solo, al suo fianco c’è l’istruttore Michel, a Sylvain, infatti, queste ore di volo servono per conseguire il brevetto. Fuori è buio, giù le luci delle case e delle macchine sembrano così piccole. Ore 16.38, improvvisamente un guasto e il motore si spegne, l’aereo precipita, in meno di 10 secondi il velivolo si schianta al suolo, in un campo nei pressi di Seregno.
Arrivano i soccorsi e Sylvain è trasportato a Niguarda. “È arrivato in stato di coma profondo- spiega Osvaldo Chiara, Direttore Trauma Team, le condizioni erano molto gravi. Nello schianto la consolle di comando con tutte le strumentazioni di bordo ha schiacciato Sylvain provocandogli quello che noi chiamiamo un fracasso facciale e una forte compressione della gabbia toracica. Ha perso tanto sangue ed era necessario mantenere sotto controllo la pressione encefalica, per farlo abbiamo posizionato un catetere nella scatola cranica. È un caso che non dimenticherò mai perché legato ad una curiosità: anche mio figlio vola su quel tipo di aereo e sta facendo il corso per diventare pilota nello stesso aeroporto da cui è decollato Sylvain.
Immaginatevi con che preoccupazione ho accolto la notizia che un Diamond DA40 (il modello dell’aereo) decollato da Lugano si era schiantato”.
Magari non proprio un figlio, ma a giudicare da come i medici lo accolgono e lo guardano, Sylvain sembra proprio “uno di famiglia” e oggi a salutarlo ci sono anche Alfredo Fontana, chirurgo del Trauma Team, che ha gestito i primi momenti dell’emergenza e Gabriele Canzi della Chirurgia Maxillo Facciale, colui che gli ha ricostruito la faccia. “È stato un intervento molto lungo - spiega Canzi - durato 12 ore, ma il risultato è qui ora sotto i miei occhi ed è molto soddisfacente. Anch’io porto in dote una curiosità perché la chirurgia maxillo-facciale di Niguarda è la stessa del San Gerardo di Monza e in quell’ospedale è stato trasportato l’istruttore di volo di Sylvain, per cui entrambi sono stati operati dalla nostra équipe. Anche lui è sopravvissuto e sta bene”.
Il ritorno a Niguarda si conclude in Neurorianimazione, anche qui Sylvain non ha bisogno di presentazione, tutto il personale della struttura, diretta da Claudio Betto, si ricorda di lui e della sua vicenda. Gli fanno vedere il letto dove ha passato 5 settimane e gli restituiscono l’iPod dimenticato che gli ha tenuto compagnia per oltre un mese, nonostante lo stato di
incoscienza. Dopo quella lunga degenza la riabilitazione, in una struttura più vicina a casa, in Svizzera, e il ritorno alla vita di tutti i giorni: la moglie, il lavoro, ma ci sarà ancora lo spazio per il volo? “Certamente- risponde Sylvain-, appena avrò l’ok dei medici ritornerò a volare, è una passione troppo grande. In fondo la mia storia è semplice: ho avuto un piccolo incidente loro mi hanno rimesso a posto e ora sono qui a raccontarlo”. Una storia bella, di questo vi avevamo avvisato, ma che fosse anche semplice, a questo proprio non avevamo pensato!

Nella prima foto:
il ringraziamento all'èquipe della neurorianimazione, diretta da C. Betto

Nella seconda foto:
da sinistra: G. Canzi della Maxillo Facciale, Sylvain, il chirurgo A. Fontana e O. Chiara, Direttore Trauma Team

Tratto da: Il Giornale di Niguarda

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