ALLERGIE AL LATTICE: Camere operatorie adeguate per chi ne è allergico

 

Da oltre dieci anni Niguarda è un ospedale con numerosi servizi “latex free’, cioè in cui la maggior parte dei materiali utilizzati per visite e interventi chirurgici sono privi di lattice, un forte allergene a cui sono ormai sensibili in Italia l’1% della popolazione adulta e il 2% di quella pediatrica.
Merito di un programma di sostituzione di quei dispositivi e di quelle attrezzature contenenti lattice, dai guanti, alla mascherina per la respirazione assistita, ai cateteri vescicali, di uso comune nella pratica interventistica.

Ne parliamo con il Direttore della Qualità Privacy e Rischio Clinico
 

Abbiamo affrontato la questione in modo trasversale.
Inizialmente pensavamo di fare una sala operatoria adatta ai pazienti allergici al lattice, ma, poichè era difficile organizzare una camera operatoria adatta a tutti i tipi di interventi chirurgici che effettuiamo nei diversi reparti del nostro ospedale, abbiamo dovuto optare per una soluzione diversa.
Per risolvere il problema siamo andati all’origine: abbiamo fatto in modo che fosse possibile adibire tutte le camere operatorie dell’ospedale ad ambienti latex free per poter trattare pazienti allergici  al lattice.
Attraverso un percorso iniziale di individuazione di quali fossero gli strumenti, i dispositivi, i presidi e i farmaci contenenti lattice da sostituire, e coinvolgendo la farmacia, il provveditore per gli acquisti e l’economato, alla fine degli anni 90 si è definitivamente e drasticamente ridotto l’ingresso del lattice in ospedale, semplificando e accelerando quindi la trasformazione in ambienti latex free delle strutture che dovevano accogliere e trattare pazienti allergici al lattice.

Un grande impegno dell’azienda che ha comportato inizialmente dei costi aggiuntivi, se si pensa che più del 25% dei materiali in uso nel decennio precedente furono sostituiti. Un prezzo che, secondo l’azienda, è stato ben ricambiato dalla possibilità di offrire prestazioni mediche, ambulatoriali e chirurgiche, anche a chi a causa del lattice rischia reazioni allergiche (dalla semplice orticaria allo shock anafilattico) e che solitamente fatica a trovare strutture adeguate, se necessita di un intervento, o anche di un semplice esame diagnostico.
Ormai eseguiamo di routine esami diagnostici invasivi, trattamenti  e interventi su chi è allergico al lattice, almeno 2- 3 volte al mese. Tutti senza aver mai registrato ad oggi alcuna reazione allergica di rilievo. Anche i pazienti che non sanno di essere allergici al lattice vedono enormemente ridotti i rischi di reazioni nel nostro ospedale.

Ne hanno guadagnato anche gli stessi operatori sanitari dato l’uso ridotto di lattice: da un’indagine epidemiologica fatta pochi anni fa dal Dipartimento di allergologia della provincia di Milano è emerso che i professionisti sanitari del nostro ospedale presentavano la più bassa sensibilizzazione al lattice rispetto a quelli di altri ospedali partecipanti, ed è noto che esiste una correlazione stretta tra esposizione e sensibilizzazione, e che gli operatori sanitari sono tra le categorie più a rischio di allergia al lattice. Dai medici si leva un plauso speciale a tutto il corpo infermieristico ed in particolare alle caposale, che hanno saputo adattarsi ai nuovi protocolli sanitari “latex free” sottoponendosi ad un’intensa attività di aggiornamento e formazione.

In Foto: Materiale operatorio certificato latex-free

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