Allergie graminacee: il vaccino sublinguale per i sintomi

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Mettersi al riparo dagli odiati sintomi dell’allergia ai pollini e dalla rinite allergica in primavera? La soluzione può essere quella che volgarmente viene chiamato vaccino per le graminacee. In maniera più precisa si chiama immunoterapia allergica ed è un sistema che gradualmente “allena” il proprio sistema immunitario alla presenza dell’allergene. Come? Ce lo spiega il Direttore dell’Allergologia e Immunologia.


Il vaccino per l’allergia

L’immunoterapia per l’allergia, anche detta allergene-specifica ITS, o più semplicemente, “vaccino", è un trattamento preventivo per le reazioni allergiche a sostanze come pollini di vario tipo, acari della polvere, veleno di insetti, allergeni derivati dagli animali domestici ed altri ancora. L’immunoterapia consiste nella somministrazione prolungata di dosi controllate di un allergene cui la persona è sensibilizzata. Le somministrazioni inducono il sistema immunitario a diventare nel tempo meno reattivo riducendo così i sintomi allergici, per questo si parla di vaccino per l’allergia.


Vaccino graminacee e allergie primaverili

Per quanto riguarda l’allergia alle graminacee la ricerca ha messo a disposizione dei vaccini che sono simili a dei farmaci con una specifica posologia e modalità di somministrazione. Si presentano come delle piccole compresse appiattite, in forma di tablets, che si prendono con una somministrazione sublinguale. Al momento del vaccino sublinguale ne esistono due varianti, una che prevede una somministrazione tutti i giorni per 3 anni e l’altro che non ha una durata totale predefinita e prevede una finestra di assunzione quotidiana per 6-7 mesi all’anno. Per questo secondo tipo è importante però che la somministrazione inizi in largo anticipo sulla stagione delle allergie primaverili, si consiglia, infatti, di cominciare a gennaio.


L’immunoterapia per l’allergia e le controindicazioni

Già dopo un anno dall’inizio dell’immunoterapia per l’allergia ci sono evidenti miglioramenti con una riduzione significativa dei sintomi. Di solito l’apice dell’efficacia del trattamento si raggiunge al secondo anno dall’inizio della somministrazione. Le persone per cui è controindicato l’uso di queste terapie sono i pazienti oncologici o con una malattia tumorale recente. Non si prescrive il vaccino per l’allergia al polline anche in caso di patologie autoimmuni. E per i bambini? Bisogna aspettare generalmente i 6-7 anni di età. Bisogna, infatti, attendere che il sistema immunitario sia arrivato a maturazione.


Precauzioni per il vaccino ai pollini

Per questi nuovi vaccini in forma di farmaco è importante che il paziente non abbia lesioni in bocca come afte o piccoli tagli. Questo perché porterebbero ad un assorbimento accelerato. Inoltre se sono in programma interventi odontoiatrici è indicata una sospensione di qualche giorno dell’immunoterapia. Un’altra raccomandazione riguarda l’asma: se ci si trova a vivere una fase di riacutizzazione, è meglio non intraprendere il trattamento col vaccino sublinguale per graminacee.
 

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