ALZHEIMER

C’è uno spettro che si aggira per la nostra società sempre più curva e incanutita.
Il nome è Alzheimer ed è difficile da dimenticare per tutti tranne che per loro: i malati. I dati fotografano l’esplosione. Secondo il Rapporto mondiale di Alzheimer Disease’s International oggi nel mondo le persone affette da demenza sono 35,6 milioni: ebbene questo numero è destinato a raddoppiare nel 2030 e a triplicare nel 2050.

In Europa è previsto un aumento del 34% solo in questo decennio. Numeri che spaventano, che da un lato riflettono l’invecchiamento, sempre più evidente, della popolazione e che al contempo sono lo specchio del cammino della ricerca a cui molte pagine rimangono ancora da riempire. I farmaci ad oggi disponibili, infatti, sono solo in grado di rallentare quella corsa verso l’oblio che inevitabilmente trascina con sé anche chi sta intorno al malato e si prende cura di lui.


La patologia

Fase iniziale
Disturbi della memoria lievi, simili a quelli che si hanno sotto stress: difficoltà a ricordare cosa si è mangiato a pranzo, cosa si è fatto durante il giorno, nomi di persone, appuntamenti, codici personali, ecc.

Fase intermedia
Richiede assistenza frequente. La perdita di memoria arriva a colpire il linguaggio, avendo dimenticato il
significato delle parole. Attività come gestire il denaro, guidare o cucinare diventano impossibili e serve spesso assistenza.

Fase avanzata
Richiede assistenza 24 ore su 24. Il malato si perde e vagabonda, ripete movimenti o azioni. Possono comparire confusione, ansia, depressione, deliri, allucinazioni. Poi smette di parlare e muoversi.


La comunicazione 

Nella fase iniziale l’Alzheimer non incide in maniera preponderante sul linguaggio. L’esordio della patologia è prevalentemente legato ad un deficit di memoria e a un disorientamento temporale. Ci possono essere, però, dei disturbi che condizionano la capacità di esprimersi come lo scambio di parole: può capitare, così, che il paziente ne usi una al posto di un’altra perché confusa per assonanza o significato. 

Ci sono invece delle difficoltà nel farsi comprendere per chi si relaziona con un paziente…
Per questo è importante utilizzare un linguaggio molto semplice ed è bene evitare che più persone si rivolgano al paziente contemporaneamente per evitare sovrapposizioni che avrebbero l’effetto di disorientare. Inoltre aiuta esprimersi con parole di uso comune, non troppo complesse. E’ importante anche l’area della comunicazione non verbale, quindi la mimica e l’espressione facciale. Non bisogna trascurare tutti questi aspetti che vengono colti più facilmente dal paziente. Rivolgersi alla persona guardandola in faccia con dolcezza, con un sorriso, aiuta sicuramente ad entrare realmente in comunicazione. Se ci si rapporta in modo frettoloso, magari girati di spalle senza nemmeno un contatto visivo, è più difficile essere compresi.


Sportello di ascolto per il malato e la famiglia

Con l’obiettivo di sostenere e aiutare il caregiver (chi assiste il malato) nel suo delicato compito, presso il Centro di Neuropsicologia Cognitiva ha aperto, dal 2010, lo Sportello Alzheimer.
Nato grazie alla collaborazione con A.I.M.A., Associazione Italiana Malattia di Alzheimer e i Consigli di Zona 2 e 9, si accede al servizio senza appuntamento direttamente in Ospedale o chiamando una linea telefonica dedicata.
Le richieste più frequenti sono d’informazioni sulla patologia. Non solo: lo sportello oltre a fornire assistenza psicologica si prende cura di segnalare altri snodi di supporto territoriale, come ad esempio altre associazioni di volontari che possono aiutare i familiari ad orientarsi nella “jungla legislativa”, in cui ci si trova a muoversi per ottenere le agevolazioni previste per questo tipo di situazioni (pratiche d’accompagnamento, d’invalidità, assistenza domiciliare).
Parallelamente allo sportello sono stati organizzati dei gruppi di auto-aiuto. Un ciclo di incontri in cui un gruppetto di 5-8 caregiver sotto la guida di un terapeuta parlano della loro esperienza, condividendola. Questo da un lato permette di constatare che altre persone hanno il tuo stesso problema facendoti sentire meno sola, dall’altro è un’occasione per scambiarsi informazioni su come poter far fronte alle difficoltà quotidiane.

 

Lo Sportello Alzheimer
Per info:
Tel 02 6444.4055. Aperto il lunedì dalle 14.00 alle 18.00 e il venerdì mattina dalle 9.00 alle 13.00 senza prenotazione.

 

 

 

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Centro neuropsicologia cognitiva