Anoressia e bulimia, l’esordio è sempre più precoce. Interessati anche i bambini

 Anoressia e bulimia

L’età di esordio dei disturbi alimentari come anoressia e bulimia è andata progressivamente abbassandosi, tanto che non riguarda più solo gli adolescenti, ma si registrano anche casi tra i bambini di 8-9 anni.


I campanelli d’allarme


Un anomalo rapporto con il cibo, un eccesso di preoccupazione per la forma fisica, un’alterata percezione dell’immagine corporea, con in più una stretta correlazione tra questi fattori e i livelli di autostima, sono i sintomi più frequenti che si manifestano con caratteristiche differenti a seconda del caso. Da sottolineare che per quanto riguarda i disordini alimentari in genere, il peso, non è un marcatore clinico imprescindibile, infatti anche persone di peso corporeo normale possono essere affette da un disturbo alimentare.


L'importanza di un intervento precoce


Data la loro complessità, l’intervento precoce riveste un’importanza particolare per queste patologie. “Per questo motivo, nel dubbio, è indicato inviare allo specialista il giovane paziente, senza creare falsi allarmismi, ma cercando da subito la collaborazione con i genitori- indica il Direttore del reparto di Dietetica e Nutrizione Clinica che al suo interno ospita un centro specifico per il trattamento dei distrurbi alimentari-”.  
In particolare l'anoressia, se non trattata in tempo e con metodi adeguati, può diventare una condizione permanente e compromettere seriamente la salute di tutti gli organi e gli apparati del corpo (cardiovascolare, gastrointestinale, endocrino, ematologico, scheletrico, sistema nervoso centrale, dermatologico ecc.) e, nei casi più gravi, può portare alla morte.


Multidisciplinarietà 


A Niguarda possono essere trattati anche casi complessi grazie ad una presa in carico a 360 gradi, grazie ad un’équipe dedicata composta da più figure professionali: dal medico internista-nutrizionista al dietista, agli infermieri con formazione specifica, fino ad arrivare agli specialisti della sfera psichiatrica e psicologica. “Nel percorso, che prevede incontri periodici nei differenti setting di cura con le figure di riferimento, sono coinvolti in prima persona anche i genitori- sottolinea lo specialista-. Nei casi più gravi è previsto il ricovero. L'obiettivo è quello di raggiungere attraverso un programma di riabilitazione nutrizionale un miglioramento organico che possa consentire delle terapie psicologico/psichiatriche realmente efficaci, cosa impossibile i condizione di grave malnutrizione. Il tutto per ottenere un mantenimento dei risultati anche sul lungo termine”.


Le terapie occupazionali


A Niguarda un punto chiave del percorso offre la possibilità per i giovani pazienti di proseguire i programmi scolastici anche durante il ricovero e di svolgere diverse attività.  Tra queste ci sono i laboratori di arte e mestieri, le cosiddette terapie occupazionali, utili a rompere l’isolamento che nasce dall’asfissiante fissazione per il cibo. Sono un aiuto prezioso per potenziare il counseling per i pazienti, ma anche per i genitori, che nella terapia di gruppo trovano il sostegno necessario per andare avanti. 
 

Le informazioni medico-scientifiche pubblicate in questo sito si intendono per un uso esclusivamente informativo e non possono in alcun modo sostituire la visita medica.

VEDI ANCHE

STRUTTURE SANITARIE
Dietetica e nutrizione clinica