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Cos’è il prolasso della valvola mitrale?

E’ la più comune anomalia delle valvole cardiache che colpisce il 5-10% della popolazione. Nel prolasso della mitrale, uno o entrambi i lembi della valvola sono allentati o allargati;di conseguenza, quando il ventricolo sinistro si contrae ci può essere una chiusura non corretta della struttura. Questo può comportare che una piccola quota di sangue torni indietro attraverso la valvola verso l’atrio sinistro.

Ci spiega meglio la Responsabile del Centro di Ecocardiografia Clinica. 


Spesso asintomatico

Nella stragrande maggioranza dei casi il prolasso mitralico non comporta particolari conseguenze e viene pertanto considerato un’anomalia benigna o addirittura una caratteristica fisica della valvola che non incide in alcun modo sulla qualità della vita. In questi casi non è necessaria alcuna terapia, anche se può essere opportuno sottoporsi a periodici controlli.


Come si fa la diagnosi

Il sospetto di prolasso mitralico può essere posto dal medico curante o dal cardiologo durante la visita. All’auscultazione è possibile sentire un suono caratteristico, il cosiddetto click, o un soffio telesistolico (ovvero nella fase finale della contrazione). La conferma del sospetto diagnostico si ha con l’ecocardiogramma.


Quando è richiesta una terapia?

Nei pazienti portatori di prolasso mitralico in cui l’insufficienza valvolare è di una certa rilevanza oppure nei casi in cui si associano battiti “strani” (extrasistoli), il cardiologo inizierà una terapia medica appropriata. Nell’eventualità, più rara, in cui l’insufficienza valvolare sia particolarmente severa, si valuterà l’intervento cardiochirurgico per correggere l’anomalia; fortunatamente al giorno d’oggi è possibile nella maggior parte dei casi riparare la valvola senza sostituirla con una protesi.

 

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