Emergenza ebola

Senza dubbio questa è l’epidemia di ebola più grave con cui l’intero pianeta si ritrova a fare i conti. Le vittime segnalate dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) hanno superato quota 5 mila mentre il numero dei contagiati è salito a 14 mila (dicembre 2014).
L’emergenza riguarda per la maggior parte solo l’Africa: i casi segnalati fuori da questo continente, infatti, sono veramente pochi, meno di una decina tra Stati Uniti e Europa.
In Italia fino ad ora c’è stato solo un caso d’importazione, il medico di Emergency contagiato in Sierra Leone. Ma a detta degli esperti la possibilità di diffusione della malattia nel nostro Paese è molto bassa. Comunque nei giorni scorsi il Ministero della Salute ha diramato una circolare a tutte le Regioni con le disposizioni da seguire. Nel documento si indica che, in caso di diagnosi di malattia da virus ebola, il paziente sia “trasferito in modalità protetta presso uno dei centri nazionali di riferimento, l’Istituto Spallanzani di Roma e l’Ospedale Sacco di Milano”. Anche a Niguarda ci si è attivati per fronteggiare possibili emergenze. Tra le precauzioni adottate ci sono le aree di isolamento per i pazienti sospetti in pronto soccorso e la formazione ad hoc per gli operatori a contatto con i malati, in modo da utilizzare al meglio le protezioni. Inoltre al triage tutti i pazienti sono invitati a segnalare viaggi nelle aree interessate dall’epidemia o contatti con persone provenienti da quelle zone. 


Cos’è

La malattia da virus ebola è una febbre emorragica causata da un filovirus ad alta letalità: il vettore sono i pipistrelli della frutta, che possono contagiare i primati e l’uomo. Non è stata scoperta di recente: il primo caso è del 1976 (lungo un fiume del Congo da cui prende il nome), ma i numeri di quest’ultima epidemia sono incredibilmente più alti rispetto alle precedenti. L’epidemia del 2014 ha colpito prevalentemente Guinea, Liberia, Sierra Leone, in maniera limitata la Nigeria, il Mali e il Senegal. 


Sintomi

Comparsa improvvisa di febbre, intensa debolezza, dolori muscolari, mal di testa e mal di gola, questi sono i segni e i sintomi tipici, seguiti da vomito, diarrea, esantema, insufficienza renale ed epatica e, in alcuni casi, emorragia sia interna che esterna. Gli esami di laboratorio includono globuli bianchi e piastrine bassi ed aumento degli enzimi epatici. Il periodo di incubazione o l’intervallo di tempo dall’infezione alla comparsa dei sintomi è tra i 2 e i 21 giorni. Il paziente diventa contagioso quando comincia a manifestare i sintomi, non è contagioso durante il periodo di incubazione. L’infezione può essere confermata solo attraverso test di laboratorio.


Trattamento

I pazienti gravemente malati necessitano di terapia intensiva, sono spesso disidratati e hanno bisogno di liquidi per via endovenosa o di reidratazione orale. Attualmente non esiste un trattamento specifico per curare la malattia. Alcuni pazienti con terapie mediche appropriate guariscono. Per aiutare a controllare l’ulteriore diffusione del virus, i casi sospetti o confermati, devono essere isolati dagli altri pazienti e trattati da operatori sanitari che attuino rigorose precauzioni per il controllo delle infezioni.
 

Contagio

Il virus ebola si trasmette tramite “diretto contatto con una persona malata già sintomatica”. Questa almeno la certezza scientifica, in quanto finora non esiste alcuna prova di una sua diffusione per via aerea. Ecco come si trasmette il virus, secondo quanto specifica il Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie (Cdc), la massima autorità sanitaria negli Usa: 
•    Come si trasmette il virus. Quando l’infezione si manifesta negli esseri umani, il virus si può diffondere tramite contatti diretti attraverso la pelle, ad esempio da ferite, o mucose e membrane. C’è rischio di contagio anche se si entra in contatto diretto con il sangue o i fluidi di un malato, come urina, saliva, feci, vomito e liquido seminale. 
•    Il contagio da oggetti e animali. Il contagio può avvenire inoltre con oggetti quali aghi e siringhe che sono stati contaminati con il virus. L’infezione può essere trasmessa anche tramite animali malati.
•    Come non si trasmette il virus. L’infezione non si diffonde tramite aria, acqua o cibo. 
•    Chi è a rischio. Le persone a più alto rischio sono i lavoratori della sanità e i familiari a stretto contatto con i malati di ebola. 
•    Quando il malato è contagioso. Un malato è contagioso da quando esibisce i sintomi della malattia e non durante l’incubazione. Una volta guarito non può più diffondere il virus, che però è stato riscontrato nel liquido seminale di soggetti, ammalatisi e guariti, sino a tre mesi dopo la malattia. Ai pazienti viene consigliata l’astensione da rapporti sessuali per almeno 3 mesi.

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