Epilessia? Diamoci un taglio

L’epilessia può essere curata con la chirurgia. A Niguarda nel centro dedicato alla memoria del neurochirurgo Claudio Munari (che oltre 20 anni fa diede avvio
all’attività del reparto) vengono operati circa 120 pazienti l’anno. Si tratta del 40-50% degli interventi che si realizzano in Italia.

Non tutti i pazienti, però, sono candidabili all’intervento.
L’indicazione chirurgica è da prendere in considerazione solo per quei casi affetti da un’epilessia cosiddetta focale e farmacoresistente.
Cosa significa? L’epilessia è definita “focale” quando le crisi hanno inizio in una zona unica e delimitata della corteccia cerebrale. Con il termine “farmacoresistente” si indica invece un’epilessia che non viene controllata dai
farmaci, per cui il paziente continua a presentare crisi nonostante la terapia.

Se si riesce ad individuare con precisione “l’epicentro” delle crisi, la chirurgia oggi riesce a liberare dall’epilessia circa il 70% dei pazienti; in certi casi, ad esempio per chi soffre di epilessia del lobo-temporale, l’efficacia sale all’80-90%. In altri casi, ancora, l’intervento da solo non garantisce una guarigione completa ma comunque trasforma l’epilessia in farmacosensibile e in questo modo ci può essere un controllo efficace delle crisi con i farmaci.