FIBROMIALGIA

I pazienti colpiti dalla fibromialgia sono per la maggior parte donne (il rapporto femmine/maschi è di 9 a 1) e per loro il rischio di non centrare subito la diagnosi o di vedersi “derubricati” alla voce sindrome di affaticamento cronico, un “sosia” con molti punti in comune, è davvero alto.

Fibromilagia: sintomi

Una sensazione di fastidio, di bruciore, oppure una fitta lancinante come una morsa che serra, schiaccia e comprime: è così che i pazienti che hanno avuto la sfortuna di incontrarla descrivono la fibromialgia.
Si tratta di una sindrome da dolore cronico, che colpisce le fibre muscolari, i tendini e i legamenti in vari punti del corpo. Dolore alla colonna vertebrale, alle spalle, alla nuca, alle braccia, ai polsi, alle cosce, ma anche un affaticamento (astenia) che accompagna il paziente per tutta la giornata, sono questi i tratti distintivi di un disturbo di cui non si conoscono le cause e che fino a 20 anni fa non aveva alcun riconoscimento da parte della medicina, tanto da essere classificato come disturbo psico-somatico.

 

Diagnosi della fibromialgia

Per la diagnosi aiutagli strumenti la presenza di un dolore che si protrae per più di 3 mesi e la refrattarietà alla terapia farmacologica con i comuni antidolorifici. C’è inoltre una precisa mappa di 18 punti, detti tender points, del corpo: se almeno 11 di questi sono interessati dal dolore con una distribuzione simmetrica, la probabilità che sia fibromialgia è molto alta. Un altro indizio importante sono i disturbi del sonno.

 

Esiste una cura per la fibromialgia

Gli antidepressivi scendono in campo per la cura della fibromialgia. Il loro effetto è duplice: da un lato si utilizzano per migliorare il tono dell’umore, messo a dura prova da un dolore debilitante che impedisce di vivere una vita normale. Dall’altro vengono utilizzati per il loro effetto curativo, ovvero quello di incidere sui meccanismi elettro-chimici che modulano la sensazione di dolore. Poi non mancano i farmaci analgesici: dai derivati della codeina fino ai morfinici per i casi più gravi.
Presso la Terapia del Dolore di Niguarda si affiancano alle terapie farmacologiche interventi locali come le infiltrazioni e l’elettrostimolazione: con questa tecnica si introducono sotto-cute degli elettrodi che generano una corrente a bassa intensità, utile per interferire con la trasmissione del dolore. Anche i farmaci derivati dalla cannabis stanno diventanto un'opzione di cura. Fondamentale per una buon riuscita del trattamento è anche il supporto psicologico, garantito dalla presenza dello psicologo che nel nostro centro segue il paziente insieme al terapista del dolore.

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