Ictus: quanti luoghi comuni

Nel nostro Paese è la prima causa di disabilità negli adulti e la terza causa di morte, dopo le malattie cardiovascolari e i tumori. Ogni anno più di 170mila italiani vengono colpiti da ictus, una lesione cerebrovascolare causata dall’interruzione del flusso di sangue al cervello dovuta all’ostruzione di un’arteria (ictus ischemico) o alla sua rottura (ictus emorragico). A Niguarda opera una struttura dedicata, la stroke unit, specializzata nel trattamento in emergenza di questi casi. Abbiamo incontrato il Direttore della Neurologia e Stroke Unit per fare un po' di chiarezza su alcuni falsi miti che orbitano intorno all'argomento “ictus”.


Sono a rischio solo gli anziani

Falso. Pur essendo una malattia più frequente negli over 65, può colpire anche i giovani. Annualmente si verifica un caso di ictus giovanile (sotto i 45 anni) ogni 10mila persone e, secondo i dati più recenti, queste cifre risultano in costante aumento, soprattutto a causa di comportamenti errati come fumo, alimentazione ricca di cibi grassi e salati, scarsa attività fisica, abuso di alcol.


La vitamina D protegge dall’ictus

Falso. Ad avere un effetto protettivo sono soprattutto omega 3, fibre, vitamine B6 e B12, calcio e potassio, che, attraverso la regolazione della pressione arteriosa, diminuiscono il rischio di ictus. Ciò che conta è comunque avere un’alimentazione varia ed equilibrata.


Il sintomo più comune non è solo il mal di testa

Vero. Il dolore al capo contraddistingue il 30% circa degli episodi. Nel restante 70% dei casi, può succedere di non riuscire più a muovere un braccio, una gamba o entrambi gli arti dello stesso lato del corpo, non vedere bene, far fatica a parlare (con la bocca che assume una posizione innaturale) e camminare. Ancora: non essere in grado di coordinare i movimenti e stare in equilibrio.


Dopo il primo ictus ne arriva spesso un altro

Falso. Il secondo ictus si verifica solo in un caso su 10, ma ciò non significa che si può abbassare la guardia. Oltre ad adottare i corretti stili di vita per evitare una recidiva è fondamentale effettuare almeno due volte all’anno le visite di controllo dal neurologo e da altri specialisti, come il cardiologo, ed eseguire gli esami richiesti, come ecocolordoppler dei vasi del collo, doppler transcranico ed ecocardiogramma.



Ictus e terapia ormonale sostitutiva

Contrariamente a quanto si pensava alcuni anni fa, la terapia ormonale sostitutiva post-menopausa non ha un effetto protettivo sul rischio di ictus, ma può addirittura avere un effetto peggiorativo. È quindi importante che queste terapie vengano personalizzate, valutando il profilo complessivo di rischio della donna che le deve assumere.
 

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