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Ictus: riconoscere i sintomi e massima rapidità d’intervento

Nel mondo ogni 6 secondi una persona viene colpita da un ictus, solo in Italia si registrano circa 200.000 casi all’anno. Eppure ben l’80% potrebbe essere evitato se si prestasse più attenzione ai fattori di rischio come il fumo, l’alimentazione scorretta e l’inattività fisica. Ci spiega le mosse giuste da fare Elio Agostoni, Direttore della Neurologia e Stroke Unit.

Si tratta della terza causa di morte, dopo le malattie cardiovascolari e i tumori, anche se il gap con questi ultimi si sta riducendo sempre di più. Non va dimenticato, inoltre, che l’ictus è la prima causa di disabilità permanente.

 

 

Fattori di rischio e un esame per prevenire

Ci sono diversi fattori di rischio, tra questi: una storia familiare o personale di ictus, infarto o AIT (Attacco Ischemico Transitorio). La maggior incidenza si registra dopo i 55 anni e il rischio aumenta nelle persone ipertese; anche il colesterolo alto costituisce un potenziale pericolo, così come il diabete o le patologie cardiache tra cui la fibrillazione atriale. Per quanto riguarda gli stili di vita: assolutamente da evitare il fumo, consumare alcol in modeste quantità, mantenere una dieta povera di grassi e praticare attività fisica.
Per i soggetti più a rischio l’eco-color doppler (un’ecografia) della carotide è un valido esame di screening mini-invasivo.


Occhio alla dieta e avanti con l’attività fisica

Innanzitutto curare la dietamangiare almeno 400-500 g di frutta e verdura al giorno perché, grazie al loro contenuto di antiossidanti, proteggono i vasi del cuore e del cervello. Diminuire l’uso di sale da cucina: l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha stimato che ridurre la quantità giornaliera di 3 grammi farebbe scendere del 22% la mortalità per infarto e del 16% quella per malattie coronariche e cerebrovascolari.
Consumare più fibreLimitare l’uso dei cibi grassi e fritti: i grassi saturi e quelli idrogenati sono più pericolosi perché aumentano il colesterolo LDL (quello cosiddetto “cattivo”). Consumare pesce almeno 2 volte alla settimana perché contiene i grassi omega 3 protettori delle arterie. Consumare più cereali integrali e legumi.
Stop al fumo e ridurre il consumo di alcol. L’assunzione di vino deve essere limitata ad un bicchiere al giorno per la donna e a 2 bicchieri al giorno per l’uomo.
Tenere sotto controllo il peso facendo attività fisica che riduce la glicemia, la pressione, i grassi nel sangue, lo stress e migliora la circolazione sanguigna e l’ossigenazione dei tessuti. È sufficiente dedicare 40 minuti della propria giornata all’attività fisica anche moderata come camminare.
 

Controlla pressione, glicemia, colesterolo e cuore

È necessario controllare la pressione arteriosa, che deve essere mantenuta al di sotto di 140/80 mmHg. Se è oltre questa soglia, bisogna adottare i giusti accorgimenti per abbassarla (stili di vita e farmaci).Le persone che hanno la glicemia alta devono sottoporsi a controlli periodici e seguire le terapie mirate che riducono gli zuccheri nel sangue.
I soggetti che invece hanno il colesterolo alto devono seguire una dieta particolare, oltre che ricorrere alla terapia farmacologica con le statine che abbassano i livelli dei grassi nel sangue.
Controlla il battito del tuo cuore con accertamenti regolari per individuare una condizione molto insidiosa per l’ictus: la fibrillazione atriale. Circa 1 ictus su 5 è dovuto a questa condizione. Inoltre per i soggetti più a rischio l’eco-color doppler (un’ecografia) della carotide è un valido esame di screening non-invasivo.

 

Sintomi e codice ictus

E’ importante riconoscere i segni che possono far sospettare l’ictus: difficoltà nel parlare, emiparesi facciale, impossibilità di sollevare un braccio o una gamba. 
E’ fondamentale allertare il 118 segnalando queste evidenze. La catena del primo soccorso attiverà uno specifico codice ictus, un percorso dedicato che provvederà a trasportare il paziente nel più breve tempo possibile in un ospedale in cui è attiva una stroke unit. 

E’ un errore ad esempio, in caso di attacchi di lieve entità, recarsi al pronto soccorso con i mezzi propri, si perde più tempo e le fasi di intervento rischiano di non essere abbastanza celeri; si rischia inoltre di raggiungere strutture sprovviste di centri dedicati.

 

Trattamenti

Il trattamento più efficace che abbiamo a disposizione permette di intervenire sulle forme ischemiche (l’80% dei casi) e di sciogliere il trombo grazie a specifici farmaci trombolitici.
L’infusione, però, deve iniziare il prima possibile, entro le 4 ore e mezzo dalla comparsa dei primi sintomi.
Già dopo un’ora si può vedere se la somministrazione è andata a buon fine o se è necessaria una seconda linea d’intervento, come una rimozione meccanica del trombo attraverso l’inserimento di cateteri che risalgono da un’arteria periferica fino all’area interessata.
Un perfezionamento nella terapia della fase acuta dell’ictus è avvenuto recentemente, quando l’utilizzo di device meccanici per via endovascolare in parallelo con la terapia farmacologica ha prodotto un marcato miglioramento nell’outcome clinico dei pazienti. Lo dicono i risultati di una serie di trial che sono arrivati ad una conclusione comune molto importante: la combinazione dei trattamenti di trombolisi farmacologica sistemica e di trombectomia meccanica, in casi con precisi criteri di applicazione, consente di ridurre sensibilmente la mortalità e la disabilità. Per questo il trattamento combinato, trombolisi sistemica e trombectomia meccanica (da condurre entro 6 ore dall’esordio dei sintomi), può essere considerata la nuova frontiera, a cui tendere, per la cura dell’ictus ischemico in fase acuta.

 

Stroke unit

Si tratta di reparti strutturati appositamente per fornire nel più breve tempo possibile le migliori cure al paziente colpito da ictus. All’interno lavorano neurologi, infermieri e tecnici della riabilitazione, tutti specializzati nella gestione di questo tipo di pazienti. Secondo il Ministero della Salute in Italia operano circa 150 centri, concentrati soprattutto al Nord.

 

Le informazioni medico-scientifiche pubblicate in questo sito si intendono per un uso esclusivamente informativo e non possono in alcun modo sostituire la visita medica.