Le bevande giuste durante l'allattamento

Qual è il regime alimentare che una mamma deve seguire durante l’allattamento? Ci sono cibi da privilegiare? E da evitare?
L’abbiamo chiesto all’esperta Paola Coscia , Coordinatore infermieristico della Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale


Più calorie? Sì, ma quante

La neomamma può seguire il suo regime abituale purché abbia un'alimentazione varia, ricca di proteine, frutta e verdura, con circa 500 Kcal e 17 grammi di proteine in più al giorno (queste devono essere fornite da un'integrazione con latte, latticini e frutta anziché con i carboidrati come era raccomandato in passato). 


Più acqua, proteine e calcio

La produzione del latte comporta un maggior dispendio di calcio, proteine e acqua: a tale aumento si deve far fronte attraverso l’alimentazione, altrimenti la produzione di un latte adatto alle necessità del neonato avverrà a spese dell’organismo materno. 


Dieta varia e sana

Per la mamma, il miglior modo per far fronte a queste necessità consiste in un’alimentazione ricca e varia, che comprenda notevoli quantità di liquidi (acqua, succhi di frutta, latte) e l’olio d’oliva come condimento, l’acido oleico è, infatti, fondamentale per la maturazione del sistema nervoso del bambino. È, inoltre, consigliato un consumo frequente di pesce per arricchire il latte materno di acidi grassi omega-3, anch’essi utili per lo sviluppo delle strutture nervose. È bene aumentare anche il consumo di latte, latticini, legumi, frutta fresca e vegetali. Chi allatta deve cercare di evitare cibi potenzialmente allergizzanti, ricchi di istamina o istamino liberatori (arachidi, crostacei, molluschi, frutta secca, cioccolata, fragole, selvaggina, dadi da brodo, alimenti conservati, formaggi fermentati), alimenti piccanti (peperoncino, pepe, noce moscata, curry) e alimenti con particolari sapori sgradevoli (cipolle, aglio, asparagi, cavoli, carciofi, funghi), ai quali comunque il lattante si adatta facilmente. 


Evitare alcolici e caffè

Evitare tassativamente i superalcolici: l’alcol etilico, infatti, passa nel latte e può inibire la montata lattea, può inoltre provocare nel lattante sedazione, ipoglicemia, vomito e diarrea. Il vino, anche quello a bassa gradazione alcolica, non andrebbe bevuto; nel caso limitarsi a quantità non superiori a un bicchiere, una o al massimo due volte a settimana, esclusivamente ai pasti. Bere birra non dà vantaggi: non è vero che favorisca la secrezione lattea e, oltre all’alcol, può cedere al latte materno sostanze amare, rendendolo sgradevole per il lattante. Caffè, tè, cacao, bevande a base di cola e tutti i nervini (sostanze che hanno un effetto stimolante sul sistema nervoso) in genere vanno limitati, perché sono escreti con il latte materno in quantità non trascurabile. Preferire, eventualmente, i prodotti decaffeinati o deteinati.