Linfedema

Un gonfiore al braccio o alla gamba che diventa dolente a causa di un’ostruzione linfatica. E’ il linfedema, una patologia che può avere diverse cause.
Tra queste ci può essere la chirurgia oncologica: infatti in pazienti operati per un tumore può succedere che la rimozione di uno o più linfonodi porti ad un’alterazione nel sistema linfatico che può causare questa patologia. Nella maggior parte dei casi le pazienti sono donne operate per un tumore al seno.

La parola a Giovanna Beretta, Direttore della Medicina Riabilitativa e Neuroriabilitazione.


Cos’è il linfedema?

E’ un edema, ossia un gonfiore di natura linfatica che interessa principalmente gli arti, causato dall’accumulo di liquidi a livello interstiziale. Questa condizione può portare ad un aumento del volume del braccio o della gamba, anche 2-3 volte superiore alla norma, che può determinare difficoltà di movimento e di flessione. Se ci riferiamo alle donne operate al seno, il linfedema può comparire nel 15-20% dei casi e tende a manifestarsi nel corso degli anni: solo raramente è molto precoce e compare subito dopo l’intervento; insorge soprattutto nel corso dei primi 2-3 anni, e in diversi casi può essere ad esordio molto più tardivo.

 

A Niguarda è attivo un ambulatorio dedicato: quali sono le sue caratteristiche?

Afferiscono mediamente circa 400 pazienti l’anno, che vengono seguiti da medici, fisioterapisti, massoterapisti e terapisti occupazionali. Trattiamo tutti i tipi di linfedema; nel 70% dei casi sono donne che hanno subito l’asportazione del pacchetto linfonodale ascellare in seguito alla chirurgia del tumore della mammella. Ma negli ultimi anni è in aumento anche la quota d’intervento per gli arti inferiori, sia donne sia uomini operati, ad esempio, per un melanoma, per un tumore alla prostata, alla vescica, all’utero o all’ovaio.


Come può essere trattato?

E’ importante ricordare che la tempestività è un fattore fondamentale per la buona gestione di questa condizione. Per questo esiste un filo diretto tra noi professionisti della riabilitazione e le chirurgie dove i pazienti vengono operati. E’ fondamentale informali di questa possibile complicazione ed è bene che ai primi sospetti si rivolgano a noi per un consulto. Le “armi” che abbiamo a disposizione sono delle particolari tecniche che puntano a far defluire i liquidi dalla zona ingrossata. Questo si realizza con il linfodrenaggio manuale, alternato alla pressoterapia, una tecnica che sfrutta l’azione di particolari bracciali gonfiabili. Le sedute si completano, quindi, con il bendaggio elastico compressivo e con gli esercizi di rieducazione per favorire il drenaggio.


Esiste una prevenzione per il linfedema?

Io non parlerei di prevenzione: ci sono delle buone norme da seguire, non è detto che siano sufficienti a scongiurarlo, ma possono aiutare. Sicuramente è molto utile indossare la guaina elastica che serve a mantenere gli effetti benefici del trattamento. I primi tempi può risultare fastidiosa, ma poi ci abitua e se ne trae un grosso beneficio. Tra i consigli c’è quello di evitare di stressare il braccio, il che non vuol dire non utilizzarlo. E’ bene non sollevare pesi troppo gravosi; evitare un’eccessiva esposizione al caldo.
Se si devono fare delle punture utilizzare l’altro braccio e mantenere un buon livello di igiene per abbassare il rischio di possibili infezioni. Anche il controllo del peso gioca un ruolo importante. Per questo il nostro intervento si allarga, laddove ce ne sia bisogno, anche all’educazione alimentare, grazie ad una stretta collaborazione con gli specialisti della dietetica, che realizzano consulenze e visite.

 

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