MENINGITE

Ogni anno i casi di meningite ritornano a farci paura:  in Italia si verificano mediamente 900 casi l’anno di meningite batterica.
Ma quali sono i rischi legati a questa malattia e quali misure di prevenzione si possono adottare?

L’abbiamo chiesto a Massimo Puoti, Direttore delle Malattie Infettive.


Che cos’è la meningite?

La meningite è un’infiammazione delle membrane, le meningi, che avvolgono come una “fodera” il cervello e il midollo spinale. E’ di origine infettiva e può essere di tipo virale, batterica o causata da funghi o in casi molto rari da parassiti. La forma virale è quella più comune e meno preoccupante. La forma batterica, invece, è meno comune, ma estremamente più seria, e può avere conseguenze fatali se non curata tempestivamente.


Che cosa contribuisce a rendere così grave la meningite?

Le meningi e il sistema nervoso sono molto vicini e questo è molto pericoloso perché l’infiammazione può provocare danni nervosi lievi o persistenti. Se l’infiammazione o i germi raggiungono i centri nervosi che controllano la respirazione o il battito cardiaco, si può verificare anche il decesso del paziente. Ma ciò che la rende subdola sono i sintomi, a volte non facili da individuare.


A cosa si riferisce?

Il vero problema, con le meningiti, sono i sintomi iniziali in quanto sono poco specifici: febbre alta, e mal di testa. I sintomi specifici che fanno sospettare la diagnosi come rigidità nucale, tendenza a piegare le gambe e a piegarsi sul fianco per alleviare il dolore possono essere sfumati oppure più tardivi. A volte, ma solo in alcuni casi, i sintomi più gravi come convulsioni, sopore o coma possono essere i sintomi con cui si presenta il malato.


Per questo la tempestività nel trattamento è fondamentale?

Sì ed è importante intraprendere il trattamento con l’antibiotico il più presto possibile: al minimo sospetto di meningite bisogna trattare il paziente anche se non si ha la certezza che si possa trattare di questa infiammazione. Per questo a Niguarda c’è un percorso diagnostico terapeutico che si attiva ogni volta che c’è il sospetto di un caso di meningite.


Di cosa si tratta?

Di un protocollo interdisciplinare che coinvolge la Medicina d’Urgenza, di solito il punto di ingresso del paziente è in pronto soccorso, la Neurologia, le Malattie Infettive, la Neuroradiologia, la Microbiologia e la Pediatria. Una procedura codificata per seguire al meglio il paziente dal triage del pronto soccorso fino alla diagnosi, al ricovero e al trattamento, il tutto tempestivamente senza perdere tempo.


Che cosa deve fare chi è stato a contatto con il malato?

E’ importante non creare allarmismi, soprattutto nelle scuole e negli asili, per le quali ci sono delle regole ben precise, come la profilassi antibiotica per i compagni di classe e per chi è stato a stretto contatto con il malato, come ad esempio i familiari.


E per prevenire la meningite che cosa si può fare?

La vaccinazione anti emofilo di tipo b è la migliore misura di prevenzione nell’infanzia. La copertura vaccinale è sicuramente consigliata; nel Piano Nazionale dei Vaccini viene raccomandato anche il vaccino meningococcico che copre dal ceppo C e l’antipneumococcico che copre da diversi ceppi batterici. È importante prevenire le meningiti, perché il vero problema non è la cura, perché c’è ed è efficace, la vera difficoltà è nel riconoscerle tempestivamente.