Mi chiamo Ciko e sono pet therapist in Hospice

L’Hospice-Il Tulipano di Niguarda ricorre a i trattamenti complementari, come la pet therapy, che mirano al benessere globale del malato terminale e dei suoi familiari.

"Chi non ha mai posseduto un cane- scrisse Schopenhauer- non sa cosa significa essere amati”.
Non c’è dubbio che, se l’amore, l’affetto e la fedeltà potessero curare tutti i mali, il migliore amico dell’uomo sarebbe la medicina più efficace.
Ma anche se un cucciolo a quattro zampe non è in grado di curare, la sua presenza può contribuire a favorire il benessere, la socializzazione e una migliore qualità di vita di chi gli sta accanto, comprese quelle persone che necessitano di cure particolari come le palliative.

E di questo ne sono convinti Renzo Causarano e Daria Da Col, responsabili del progetto  “Pet Therapy in Hospice”.
Il progetto, infatti, prevede l’impiego di animali, opportunamente preparati ed addestrati, all’interno delle terapie offerte in Hospice.

Si possono identificare due tipi di effetti positivi delle attività assistite dagli animali.
Il primo è la promozione del benessere della persona, intervenendo nelle aree motivazionali, emozionali, cognitive e cinestesiche.
Il secondo è la promozione dell’integrazione sociale e relazionale, lavorando nelle situazioni interattive, ricreative, ludiche e sociali.

Ed è cosi che, grazie anche all’associazione “Una mano alla vita Onlus”, una no-profit che si occupa di assistenza domiciliare alle persone con patologie tumorali terminali, Ciko - il cane terapista è entrato in Hospice e nella vita e nel cuore dei suoi pazienti.