Terapia intensiva neonatale: il confronto con altri 950 centri nel mondo

Una rete invisibile ma prestigiosa lega la Terapia Intensiva Neonatale di Niguarda con altri 950 centri in tutto il mondo: è il Vermont Oxford Network (V.O.N.)

E’ dal 2006 che la Neonatologia del nostro Ospedale fa parte di questa organizzazione nata negli USA nel 1988, con l’obiettivo di migliorare la qualità e la sicurezza delle cure ai neonati con un peso alla nascita inferiore ai 1500 grammi. Il tutto attraverso programmi di ricerca, istruzione e progetti di miglioramento della qualità, senza tralasciare il confronto delle performance tra i diversi membri della rete.  

Ogni centro iscritto al V.O.N., infatti,  invia ogni anno alla sede centrale negli U.S.A. i propri dati di attività che, tra gli altri, comprendono un vastissimo numero di risultati clinici e che sono il prodotto dell’attività assistenziale. I dati vanno ad alimentare un imponente database e i numeri della Neonatologia di Niguarda sono da record. 

Guardando le cifre che si riferiscono al periodo 2006-2014, in cui a Niguarda ci si è presi cura di 456 neonati dal peso inferiore ai 1500 grammi, spicca su tutti il dato della sopravvivenza

E’ pari al 91,2%- ci dice Stefano Martinelli, Direttore della Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale-, mentre il dato relativo alla sopravvivenza senza alcuna disabilità è del 66,8% ”.  

Si tratta di valori che inseriscono Niguarda tra le posizioni di vertice per questi indicatori, al di sopra dei valori medi per la sopravvivenza in Lombardia, dove il dato (per le neonatologie appartenenti al V.O.N.)  è pari all’ 87.9% e al 62,9%  per la sopravvivenza senza disabilità. Niguarda supera anche le altre terapie neonatali italiane (che fanno parte del V.O.N.), il cui score medio per la sopravvivenza è dell’ 85,9%, del 59,1%  per quella senza disabilità. Niguarda continua a primeggiare se si allarga il raffronto al resto del globo: infatti, il dato di riferimento fornito dal V.O.N. per le terapie neonatali, sparse in tutto il mondo e aderenti al network, si attesta all’ 85,4% (sopravvivenza), al 56% per la sopravvivenza senza disabilità.

I numeri si capovolgono- ed è sintomo di best practice- se si prendono in considerazione alcune delle complicanze che possono colpire i neonati nati pretermine. 

“La terapia intensiva neonatale di Niguarda grazie al supporto della cardiologia-pediatrica, della cardiochirurgia pediatrica, della neurologia pediatrica, della chirurgia e dell’oculistica pediatrica e di tutti i servizi di diagnostica è in grado di fornire un’assistenza a 360 gradi. Ed è anche grazie a questo approccio multidisciplinare che siamo riusciti a limitare complicanze temute come la retinopatia della prematurità grave e la leucomalacia periventricolare, una forma di danno cerebrale che può essere complicanza della nascita prematura , abbattendo l’incidenza rispettivamente al 1,9% e al 3,7%- spiega Martinelli-”. 

Di primissima fascia anche le performance per l’emorragia intraventricolare grave (5,7%), l’enterocolite necrotizzante (7,2%) e la displasia broncopolmonare(11,2%).  

Infine, e non è un dato trascurabile, quasi una mamma su due che lascia la Terapia Intensiva Neonatale di Niguarda (i dati precisamente indicano il 46,67%) è in grado di allattare il suo piccolo esclusivamente con il proprio latte materno alla dimissione. “Fare parte di questo network con delle performance così incoraggianti  è significativo e siamo sicuri che il continuo confronto con i migliori centri a livello mondiale non possa che favorire la crescita della nostra Terapia Intensiva Neonatale- commenta Martinelli-”. 

Guarda tutti i numeri della performance della terapia intensiva neonatale..>>

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Performance Terapia Intensiva Neonatale 0.08 MB