Inviti ad eventi sponsorizzati

In ottemperanza alle Linee Guida in Materia di Sponsorizzazioni emanate dalla DG Welfare Regione Lombardia, si invitano i Provider/Segreterie Organizzative ad esprimere gli inviti diretti ai nostri professionisti agli eventi sponsorizzati in qualità di discente, esclusivamente attraverso questa piattaforma. Gli inviti non possono essere formulati dalle Ditte Sponsorizzatrici.

Effettua il login..>> Richiedi credenziali (Primo accesso)..>>

Per informazioni rivolgersi a:
Ufficio Formazione
formazione@ospedaleniguarda.it

Tumore al colon retto: uno studio Niguarda - Candiolo su Nature Medicine

Il binomio Niguarda-Candiolo ha trovato ancora spazio sulle pagine di Nature Medicine, rivista di riferimento per tutta l’area della ricerca medico-scientifica.

E lo ha fatto con una scoperta che potrebbe aprire a scenari inimmaginati fino a qualche tempo fa nel campo delle terapie per il tumore al colon-retto in fase metastatica.

Il lavoro è stato condotto su un centinaio di pazienti trattati con farmaci a bersaglio molecolare, cetuximab e panitumumab, e si è concentrato sull’utilizzo della biopsia liquida, metodica che attraverso un semplice esame del sangue consente di monitorare l’andamento delle terapie oncologiche. 

Lo studio oltre a confermare la validità di questa tecnica, sviluppata negli anni scorsi dai ricercatori dell’Istituto di Candiolo insieme all’Anatomia Patologica e all’Oncologia-Falck del Niguarda Cancer Center, ha rivelato una novità non di poco conto.

“Per la prima volta- ci dice Andrea Sartore-Bianchi , responsabile della Oncologia Clinica Molecolare che firma come co-senior author la ricerca, - abbiamo dimostrato che durante il trattamento antitumorale sono rilevabili nel sangue dei cloni cellulari resistenti, che poi dopo il termine della terapia vanno scomparendo perché il tumore si adatta dinamicamente alle mutate condizioni selettive”. 

E’ un po’ come se si fosse riusciti a fotografare il momento esatto in cui il tumore per così dire abbassa le sue difese

“Riuscire ad individuare questa finestra con tempismo permette di capire qual è il momento migliore per stoppare e riprendere le terapie, migliorando così la strategia terapeutica-aggiunge l’oncologo Salvatore Siena, Direttore dell’Oncologia Falck -”.

Per il professore Alberto Bardelli, Direttore della Ricerca Fondamentale dell’Istituto di Candiolo – IRCCS: “Grazie alla possibilità di ottenere periodici prelievi di sangue, per la prima volta sono stati esaminati pazienti durante tutto l’arco della terapia e si è seguita l’evoluzione del tumore, monitorando il comportamento delle spie molecolari in grado di predire lo sviluppo della resistenza ai farmaci e quindi anticipando la comparsa di recidive. Questi risultati consentiranno ai medici di cercare, tramite un test rapido e non invasivo, nuove linee terapeutiche al fine di bloccare la progressione del tumore”.

Le informazioni medico-scientifiche pubblicate in questo sito si intendono per un uso esclusivamente informativo e non possono in alcun modo sostituire la visita medica.