Ubriachi di pasta

Ubriacarsi senza bere, ma mangiando semplicemente un piatto di pasta o di patate: può succedere se il nostro intestino diventa l’habitat che facilita il proliferare di un microrganismo capace di trasformare i carboidrati che mangiamo in alcol etilico. Di cosa si tratta e quanto è diffuso questo disturbo? Come si cura? Ne parliamo con il Direttore dell’Endoscopia Digestiva e Interventistica


Che cosa succede ai pazienti colpiti da questa strana condizione?

L'intestino di queste persone viene colonizzato da miceti che, durante il loro regolare processo metabolico di trasformazione del glucosio, presente nei cibi che mangiamo, producono come materiale di scarto dell'etanolo, cioè alcol etilico. L’anomala fermentazione è la causa dell’alterato stato di coscienza e di apparente ubriachezza che colpisce i pazienti dopo i pasti. 


Come si chiama la patologia?

“Gut fermentation syndrome” o “auto-brewery syndrome”, ovvero "fabbrica di birra automatica". Potenzialmente può capitare a tutti, ma è molto rara. Non si tratta di un'alterazione congenita, ma è una contaminazione che si acquisisce per caso. 


Come è possibile diagnosticare questa sindrome?

Ripeto innanzitutto che tale sindrome è rarissima e non bisogna assolutamente rimanere suggestionati. Laddove si dovesse avere la sensazione di subire gli stessi effetti temporanei di una “sbronza”, senza aver assunto alcolici, per prima cosa bisogna rivolgersi ai medici. Se il sospetto clinico verrà confermato, per la diagnosi medica dovrà essere eseguito un test del respiro con l'etilometro dopo aver assunto un pasto ricco di carboidrati (zuccheri complessi). Se il risultato sarà positivo senza aver assunto alcolici, allora è possibile che la causa sia questa sindrome. 


Come si cura?

Si somministrano per alcune settimane dei farmaci antimicotici che debellano i miceti, come il fluconazolo. Durante la cura è bene assumere anche dei fermenti lattici per ristabilire la flora intestinale. Nella fase iniziale del trattamento bisogna chiaramente eliminare i carboidrati, che poi si possono reintrodurre nella dieta una volta che la contaminazione dei miceti sarà debellata.

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