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Urolift: con le mollette per trattare i sintomi della prostata ingrossata

 Urolift prostata ingrossata

L’ipertrofia prostatica benigna è un disturbo che può colpire gli uomini presto, anche intorno ai 45 anni d’età. Ma come si può curare la prostata ingrossata? Questa ghiandola, infatti, aumenta il suo volume andando a schiacciare l’uretra, il canale che porta l’urina all’esterno con sintomi fastidiosi. Oggi c’è una soluzione in più, si chiama urolift ed è una tecnica mininvasiva che sfrutta il posizionamento di specifici “device” che assomigliano a delle mollette. 


Prostata ingrossata: i sintomi

Questa tecnica è da valutare quando la ghiandola si ingrossa e va a premere sul canale urinario. I sintomi più frequenti della prostata ingrossata sono flusso debole, frequenza minzionale che aumenta, getto non continuo e una sensazione di svuotamento incompleto. Per eliminare l'ostacolo finora si poteva scegliere fra i farmaci -per frenare l'ulteriore ingrossamento della prostata e rilassarne la muscolatura, così da non bloccare il flusso di urina- e la riduzione endoscopica o chirurgica della prostata. Da qualche tempo esiste però la soluzione intermedia: è la tecnica urolift da riservare a casi specifici.


Urolift: mollette per la prostata

La tecnica urolift per la prostata si realizza con il paziente leggermente sedato: si entra nell'uretra attraverso un cistoscopio, quindi si inseriscono speciali device che possiamo paragonare a delle mollette che vengono posizionati sulla prostata per stringerne i lobi e ridurre la pressione della ghiandola sul canale urinario. Bastano dai 15 ai 30 minuti, spesso il paziente può rientrare a casa già in mattinata, a differenza della chirurgia che richiede 3-5 giorni di degenza. In pratica il tempo di ripresa delle attività quotidiane è azzerato se comparato all’intervento di rimozione della prostata.


Un nuovo tipo di intervento per la prostata

I candidati ideali hanno una prostata ancora abbastanza piccola, con un'ostruzione dovuta prevalentemente alla pressione dei lobi laterali. Grazie ad esami, come ecografia e uroflussometria, vengono stabiliti alcuni parametri (volume della prostata e grado di ostruzione dell’uretra) che permettono di capire se questo intervento per la prostata può essere eseguito. Inoltre i sintomi devono essere moderati ma non gravi. Se si seleziona bene il paziente da trattare, il risultato è molto efficace.


I vantaggi di urolift

I rischi dell’intervento sono minimi, inoltre la procedura è reversibile e non preclude il ricorso successivo alla chirurgia, se ce ne fosse bisogno. Tra i vantaggi di urolift ci sono, poi, altri aspetti come il non dover prendere medicine tutti i giorni, che esclude il rischio annesso di effetti indesiderati. C’è poi un altro beneficio importante: mentre la rimozione chirurgica della prostata porta alla mancata uscita del liquido seminale (eiaculazione retrograda), urolift non incide in alcun modo sulla capacità eiaculatoria. Per questo è adatta anche per i pazienti più giovani che possono continuare ad avere rapporti senza problemi, conservando la fertilità.   
 

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