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Etichette alimentari, una buona lettura per la tua salute


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etichette alimentari
Ne abbiamo parlato con:
Francesca
Musarò


Dietetica e Nutrizione Clinica

Leggere l’etichetta degli alimenti è la prima mossa da fare per migliorare la nostra alimentazione. Abbiamo chiesto qualche consiglio alla dietista Francesca Musarò, della Dietetica e Nutrizione Clinica.

Quale raccomandazione per chi si diletta in questa lettura?
Innanzitutto leggerle sempre e poi fidarsi di etichette dettagliate in cui siano specificate più informazioni possibili relative ai singoli ingredienti. Generalmente più sono ricche di indicazioni, più il prodotto è di qualità. Ad esempio un produttore che specifica che l’olio extra vergine d’oliva utilizzato è di “prima spremitura” aggiunge un dettaglio che va nella direzione della buona qualità.

In pratica più specifiche ci sono, più si abbassa la probabilità che siano stati usati ingredienti di scarso valore. Liste troppo lunghe di ingredienti però possono allungarsi anche in virtù dei tanti additivi aggiunti…
Sì e per questo è importante saper riconoscerli. Gli additivi sono sostanze che vengono aggiunte ad un alimento per aumentarne la conservabilità e per migliorarne l’aspetto rendendolo più invitante. Sono indicati da una lettera “E” seguita da numeri. A ciascun codice corrisponde una categoria diversa. Possono essere dei conservanti, dei coloranti, degli esaltatori di sapidità, dei correttori di acidità, degli antiossidanti, degli addensanti, degli emulsionanti… Attenzione perché se la lista delle “E” si allunga, il prodotto potrebbe contenere materie prime di qualità scadente.

Capitolo olii vegetali: ovvero quei grassi che è meglio evitare…
Con il cambio della normativa a livello europeo dello scorso dicembre i produttori sono obbligati a dichiarare quale tipo di olio hanno utilizzato e l’indicazione generica “olio vegetale” non è più sufficiente. Il consumatore deve sapere se il prodotto contiene olio di palma ad esempio, un ingrediente molto utilizzato nell’industria alimentare per il basso costo ma che con un consumo sistematico può avere effetti nocivi sulla nostra salute. Inoltre se i grassi sono stati idrogenati è obbligatorio apporre la dicitura “totalmente o parzialmente idrogenato”. L’idrogenazione è una procedimento chimico che altera la struttura dei grassi rendendoli potenzialmente dannosi.

Anche l’ordine della lista degli ingredienti non è casuale…
È decrescente: il primo è quello presente in maggiore quantità, l’ultimo è quello contenuto in dosi minori. E questo basta per darci un’idea sulla composizione. Ad esempio se troviamo un biscotto o una crema dolce spalmabile che ha come primo o secondo ingrediente l’olio di palma forse è meglio lasciare il prodotto sullo scaffale, perché la componente di grassi poco salutari è molto alta.

Infine un’ultima dritta…
Non fidarsi mai del messaggio posto in evidenza sulle confezioni: spesso sono solo degli slogan per il marketing. Ad esempio se dei biscotti vengono accompagnati dalla dicitura “senza zuccheri aggiunti”, è molto probabile che per renderli appetitosi abbiano aggiunto una grossa percentuale di grassi e viceversa. L’unico rimedio è leggere con attenzione l’etichetta.

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