Antibiotici: quando diventano un rischio per la salute

Per molti decenni, gli antibiotici hanno curato infezioni potenzialmente letali. 

Negli ultimi anni, però, un loro uso non corretto ha provocato lo sviluppo e la diffusione di batteri resistenti:
questo vuol dire che gli antibiotici non sono più efficaci e la malattia può protrarsi più a lungo o persino aggravarsi. 

I dati più recenti, infatti, confermano che gli antibiotici stanno perdendo efficacia ad un ritmo impensabile solo 5 anni fa e l’allarme lanciato è molto chiaro: se continueremo ad usarli nella stessa quantità di oggi, l’Europa potrebbe tornare all’epoca in cui questi farmaci non esistevano, quando ammalarsi di una comune infezione batterica come la polmonite equivaleva ad una sentenza di morte.


Gli antibiotici vanno presi in modo responsabile:

  • Nei batteri gli antibiotici inducono resistenza agli antibiotici stessi, pertanto è importante prendere antibiotici solo quando sono necessari e in modo corretto.

  • Gli antibiotici vanno usati solo se prescritto dal medico e seguendo le sue indicazioni sulle modalità d’impiego; questo per far sì che gli antibiotici continuino ad essere efficaci anche in futuro.

  • Gli antibiotici non utilizzati non vanno conservati, ma smaltiti secondo le modalità previste (chiedere al farmacista).

 

Se prendo l’antibiotico, niente sole? 

Con l’arrivo della bella stagione può capitare di trovarsi al mare mentre si segue una terapia antibiotica. Ma davvero antibiotici e sole possono non andare d’accordo? In qualche caso sì, può succedere. Niente di grave basta sapere quando e quali contromisure adottare.


Chiedi al medico e leggi il bugiardino

Basta chiedere al medico, lui saprà consigliarti in merito. Inoltre è sempre una buona norma leggere con attenzione il bugiardino del farmaco. “Come indicazione di massima si può dire che gli antibiotici a cui prestare attenzione sono i sulfamidici, i chinoloni e le tetracicline - suggerisce  la Responsabile del laboratorio di Microbiologia Clinica -. Le molecole di questi medicinali, che si utilizzano come cure antibiotiche, in alcuni casi potrebbero causare delle reazioni di fotosensibilizzazione”. L’avvertenza ha un peso ancora maggiore se i soggetti in cura con l’antibiotico sono bambini o anziani, categorie potenzialmente più esposte.


Che rischi corro?

Fortunatamente nulla di grave. In sostanza i principi attivi reagiscono con la luce solare, dando luogo a degli effetti che rientrano nell’ambito delle allergie. Possono manifestarsi con irritazioni della pelle, comparsa di macchie rosse o di bollicine. “Per cui se si segue una terapia antibiotica con uno di questi farmaci, è meglio evitare l’esposizione al sole per tutta la durata del trattamento. E’, inoltre, indicato astenersi per 1 o 2 giorni dal termine della cura - indica la specialista -”.


Se me ne accorgo tardi

Se invece la reazione cutanea è già in atto, il consiglio è comunque quello di evitare l’ulteriore esposizione al sole. La reazione cutanea, infatti, scompare gradualmente e spontaneamente.

 

Le informazioni medico-scientifiche pubblicate in questo sito si intendono per un uso esclusivamente informativo e non possono in alcun modo sostituire la visita medica.

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