Il trapianto di cuore senza mai fermare il battito

A Niguarda, è stato eseguito il primo trapianto di cuore prelevato con l’innovativo sistema OCS (Organ Care System) Heart TransMedics.
Si tratta di un macchinario portatile, delle dimensioni di un carrello, che permette di mantenere il cuore del donatore battente in condizioni fisiologiche controllate per tutto il periodo necessario al trasporto.

Il sistema- utilizzato fino ad ora in pochissimi centri al mondo-consente di ridurre il rischio di danno ischemico, principale minaccia che rende l’organo inutilizzabile per il trapianto.
L’organo è stato  prelevato presso l’Ospedale Brotzu di Cagliari da un’équipe proveniente da Niguarda, formata da due cardiochirurghi, un perfusionista e un’infermiera, che hanno seguito un training specifico per l’utilizzo di OCS. Dopo il viaggio in aereo, per un tempo totale (tra spostamento e procedure di prelievo) di quasi 4 ore fuori dal corpo, il cuore è arrivato battente a Niguarda dove è stato trapiantato con successo in un paziente di 57 anni, affetto da una severa cardiomiopatia. 

Normalmente per proteggere durante il trasporto un cuore da trapiantare si riduce il metabolismo dell’organo, che una volta prelevato dal donatore cessa di battere. La strategia utilizzata è l’infusione al momento del prelievo di una soluzione cardioplegica fredda a 4 C° in grado di arrestare il cuore che successivamente  viene immerso durante il trasporto in una soluzione ghiacciata. Con questa tecnica il danno da ischemia (mancata ossigenazione) viene notevolmente ridotto, ma non fermato del tutto. Così se con la modalità di trasporto classica il tempo limite di ischemia è stimato intorno alle 4 ore, con OCS  TransMedics questo limite viene abbattuto, consentendo spostamenti molto più lunghi in sicurezza.
Tutto questo grazie alla tecnologia che consente di mantenere l’attività cardiaca. 
All’interno del macchinario, infatti, il cuore viene perfuso, grazie all’azione di una pompa, con il sangue proveniente dallo stesso donatore. Durante la perfusione, il sangue viene continuamente ossigenato e riscaldato a 34°C. 
I parametri fisiologici vengono monitorati in modo continuo attraverso una console portatile, collegata con tecnologia wireless all’OCS. In questo modo, il chirurgo può osservare l’andamento della perfusione ed intervenire, qualora necessario, modificando i parametri, tra i quali il flusso e la pressione del sangue all’interno del cuore. In queste condizioni, OCS permette di mantenere il cuore battente in condizioni di non ischemia per un periodo che può arrivare anche alle 6-7 ore. Questo consentirà di reperire potenziali donatori a distanze superiori, in modo da aumentare il numero dei trapianti e ridurre le liste d’attesa.

 

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