LEGIONELLOSI: a Niguarda il Centro di Riferimento

Un piccolo batterio, amante dell’acqua, in grado di scatenare febbre e polmoniti che, se non curate per tempo, possono portare addirittura alla morte.
Il tasso di letalità della legionellosi è pari al 14% su un totale di 1.200 casi notificati in tutta Italia in un anno;


Ne parliamo con il Direttore della Medicina di Laboratorio

 

A Niguarda si trova il “quartier generale” di questa rete di osservazione: il nostro laboratorio è il centro di riferimento regionale per la legionellosi, ciò significa che se in Lombardia si accendono dei focolai veniamo contattati per localizzarli. È importante individuare il serbatoio perché, se la carica batterica è talmente alta da contagiare una persona, non è escluso che lo stesso si possa ripetere in futuro su un nuovo paziente. Tubature e impianti idrici sono l’habitat preferiti da questo patogeno, si procede allora al campionamento e all’analisi delle acque in laboratorio e poi si confronta: esistono, infatti, più sottotipi di batterio, se all’identikit molecolare la legionella trovata nel paziente coincide con quella trovata, per esempio, nelle acque domestiche il focolaio è localizzato. A questo punto una revisione dell’impianto idrico e l’applicazione di speciali filtri saranno sufficienti a scongiurare l’eventualità di un nuovo contagio. A casa o negli ambienti di lavoro, la legionellosi desta particolare attenzione se riscontrata in ambito ospedaliero. Fortunatamente non si trasmette da uomo a uomo, per contrarla bisogna entrare in contatto diretto con acque contaminate o con un aerosol delle stesse. Se in alte cariche può colpire persone sane, tuttavia sono i soggetti con un deficit immunitario ad essere più esposti, come anziani o persone che seguono un trattamento farmacologico che abbassa le loro difese. In ospedale questo tipo di persone sono a maggior concentrazione per cui i casi nosocomiali richiedono specificità di intervento e una prevenzione mirata al fine di scongiurare il rischio di cluster epidemici.
Particolare attenzione, infine, anche agli impianti di condizionamento, la legionella può nascondersi anche lì; i contagi sono, inoltre, più frequenti in estate: in acque troppo fredde, al di sotto dei 20 C°, il microrganismo, infatti, non riesce a riprodursi.

 

LA MALATTIA DEL LEGIONARIO

La legionellosi o malattia dei legionari fu descritta per la prima volta nell’agosto del 1976, quando oltre 4.000 persone si riunirono al Bellevue Stratford Hotel di Philadelfia (USA) per l’annuale congresso dell’American Legion (associazione di ex-combattenti). La legionellosi in quell’occasione si manifestò nella sua forma più grave come polmonite febbrile. 34 persone morirono per insufficienza respiratoria delle 221 che avevano contratto la malattia.

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