Premiazione Concorso letterario "L'Insolito Ospedale"

Il 17 dicembre 2019, presso la sala Dino Buzzati del Corriere della Sera, si è svolta la cerimonia di premiazione del Concorso "L'Insolito Ospedale", indetto in occasione dell'80esimo anniversario dell'Ospedale.
Moderatore della cerimonia Luigi Ripamonti, editorialista del Corriere Salute.

Lo scopo del Concorso naturalmente non era trovare nuovi scrittori, ma ascoltare le voci che si possono raccogliere intorno ad un ospedale, pensieri e parole sulla malattia, l’accoglienza, la cura, i momenti così difficili. In poco tempo, perché il concorso è stato lanciato solo a fine luglio e chiuso a fine ottobre, sono arrivati circa 50 racconti. Hanno partecipato operatori sanitari, medici, infermieri, di Niguarda e di altre strutture. Hanno scritto pazienti, ex pazienti e parenti di pazienti. Anche persone che hanno narrato solo quello che dettava la fantasia, la suggestione del tema.

Sono stati selezionati 12 racconti (che saranno pubblicati nei prossimi mesi sul sito di Niguarda), dai quali la giuria ha scelto i primi tre classificati.
La giuria era composta da: Marco Bosio Direttore Generale di Niguarda, Gaetano Cappelli, scrittore, Nicoletta Carbone, giornalista, Maria Frigerio, Direttore Cardiologia 2 e Insuff. cardiaca e Trapianti di Niguarda, Teresa Melorio, psichiatra di Niguarda e promotrice del progetto di arteterapia in ospedale, Luigi Salvatico, Compliance Officer di Giuffrè Francis Lefebvre editore, Marco Venturino, medico e scrittore , Monica Virgili, giornalista.

Ed ecco i primi tre classificati:

Primo classificato, Fruzzetti Simona con "Come si fa negli ospedali"
Dalle prime righe del racconto entriamo in empatia con i personaggi, cosi' veri, cosi' comuni. Colpisce l'atmosfera delicata, quasi sospesa al di sopra dell'agitazione del personale attorno al malato, l'affetto della vecchia coppia, lui cosi' malato, lei così rassegnata. Chiunque sia stato in ospedale non può' non rivivere nelle pagine del racconto un'esperienza personale. Quante volte si ripensa a qualcuno che abbiamo visto soffrire accanto a noi e che non riusciamo a dimenticare, quante coppie come quella dei due anziani signori tornano in mente, i particolari possono essere diversi, ma la storia è quella, perché è così che si fa negli ospedali.


Secondo classificato, Pellegrini Agnese con "Una Madre"
Nel titolo tutta la semplicità e la potenza di questo racconto che avvince dalle prime righe. La protagonista è  una straniera che, durante la pausa tra una doglia e l'altra, si trova a ripercorre i suoi primi momenti in Italia. Ma il racconto ci riporta subito al presente e ci si ritrova a condividere  quei sentimenti universali come il dolore e il coraggio, l'amore di Amina, la Madre. Il bambino nasce malato, inguaribile. Mentre il tempo porta lentamente all'epilogo della vita del piccolo, il racconto si sviluppa in parallelo su un piano diverso, dalla tragedia della  famiglia di Amina  nasce una nuova opportunità per altri bambini malati. Infine l'epilogo che è un messaggio positivo, un invito a guardare sempre al futuro con coraggio e amore.


Terzo classificato, Bruschi Duilio  con "La topina di Niguarda"
E' chiaro come questo racconto si ispiri con delicatezza e poesia, a un'esperienza vissuta. Dalle prime righe siamo tentati di immaginare la Topina, la gentile e fragile volontaria, quasi come uno di quei personaggi dei cartoni animati. Eppure i volontari sono una realtà all'interno degli ospedali e, grazie al racconto, possiamo scoprire una delle tante preziose attività che svolgono con amore e passione. Si, perché sono tante le vicende umane che si celano dietro un letto d'ospedale, ad esempio può' capitare di essere soli e di non avere abiti puliti e dignitosi per tornare alla vita di tutti i giorni. Ed ecco che è la nostra Topina ad intervenire. Senza chiedere niente in cambio perché, come dichiarerà orgogliosamente alla fine del racconto, lei è Volontaria, e questo le basta.

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