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La laparoscopia per i tumori del pancreas

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La chirurgia per rimuovere i tumori che interessano la testa del pancreas è molto delicata. Questo tipo di intervento (duodenocefalopancreasectomia) richiede un’alta specializzazione dell’équipe chirurgica soprattutto quando si ricorre a procedure in videolaparoscopia. Questo tipo di approccio mininvasivo è praticato solo in pochi centri in Italia. Niguarda è uno di questi. Qualche domanda al Direttore della Chirurgia Generale Oncologica e Mininvasiva, per saperne di più su questo tipo di intervento.

Per quali tipi di tumori ci può essere l’indicazione all’intervento?


Generalmente si ricorre a questo tipo di chirurgia per gli adenocarcinomi che interessano la testa del pancreas. Altri tipi di neoplasia che possono richiedere questo tipo di chirurgia sono i tumori neuroendocrini del pancreas, i tumori della via biliare (coledoco distale), i tumori dell’ampolla di Vater, i tumori del duodeno e i tumore cistici del pancreas. Per tutti ovviamente ci devono essere quelle caratteristiche che rendono il tumore operabile: ovvero deve essere localizzato al pancreas senza infiltrazione dei vasi sanguigni circostanti e senza metastasi che interessano altri organi. 

Qual è il vantaggio della laparoscopia?


La tecnica di chirurgia mini-invasiva permette di accedere all’area da trattare mediante piccole incisioni dalle quali vengono inseriti gli strumenti operatori. In questo modo la laparoscopia riduce il trauma chirurgico e il dolore post-intervento. Questo accorcia i tempi di recupero e di riabilitazione dei pazienti- la durata media della degenza ospedaliera varia tra i 7 e i 10 giorni-. Inoltre l’ingrandimento offerto dalla videolaparoscopia permette di vedere i dettagli anatomici con più precisione, e questo è un punto a favore soprattutto per la fase di ricostruzione che prevede il ricongiungimento della parte di pancreas rimasta al tubo digerente.

E’ vero che si tratta di uno degli interventi a maggiore complessità nell’ambito della chirurgia addominale?


Sì, la zona su cui si va ad intervenire è un crocevia anatomico particolarmente complesso che vede la presenza di altre strutture molto delicate: il duodeno, la via biliare, grossi vasi come la vena porta e l'intestino. Per questo al chirurgo è richiesto il massimo grado di destrezza possibile. Sia la fase demolitiva che quella ricostruttiva sono molto complicate. Si tratta di interventi che durano mediamente 8 ore.   

Per individuare i possibili casi candidabili alla chirurgia è importante una gestione multidisciplinare?


Sicuramente, a Niguarda ogni caso viene discusso attentamente con i colleghi degli altri reparti: gli oncologi, gli specialisti dell’endoscopia digestiva e i radioterapisti. Solo analizzando i casi in maniera completa siamo in grado di fornire l’approccio più indicato.
 

Le informazioni medico-scientifiche pubblicate in questo sito si intendono per un uso esclusivamente informativo e non possono in alcun modo sostituire la visita medica.

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