Adolescenti, con SafeTeen nasce a Niguarda un modello innovativo per il trattamento ambulatoriale intensivo del disagio
Depressione, ansia, isolamento sociale, autolesionismo, ideazione suicidaria: negli ultimi dieci anni, e in particolare nel periodo post-pandemico, il disagio psichico e neuropsichiatrico in adolescenza ha visto un incremento significativo, con quadri clinici sempre più complessi e urgenti. Per rispondere alla crescente domanda di cura, la Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza dell’Ospedale Niguarda, diretta da Aglaia Vignoli, ha sviluppato SafeTeen, un modello ambulatoriale di alta intensità rivolto a adolescenti con gravi forme di disagio psicologico e alle loro famiglie.
Il progetto è stato realizzato grazie ad un finaziamento di 105 mila euro in due anni da parte dell’Associazione C’è Da Fare ETS, fondata da Paolo Kessisoglu e Silvia Rocchi. Il modello, denominato ‘C’è Da Fare - SafeTeen' prevede un percorso terapeutico ad alta intensità per adolescenti in condizioni di particolare fragilità e vulnerabilità, che integra colloqui neuropsichiatrici, psicoterapia individuale e familiare, interventi riabilitativi individuali e di gruppo, e spazi di ascolto dedicati ai genitori. L’obiettivo primario è quello di intercettare precocemente situazioni ad alto rischio, ridurre i tempi di attesa e costruire percorsi personalizzati che accompagnino l’adolescente e la sua famiglia nel percorso di cura e riattivazione, riducendo gli accessi in pronto soccorso, i ricoveri e i percorsi residenziali.
"Gli interventi - spiega Aglaia Vignoli - sono erogati da una équipe multidisciplinare integrata, composta da neuropsichiatri, psicologi e tecnici della riabilitazione psichiatrica, che è in grado di offrire tra le 70 e le 100 prestazioni all’anno per ciascun paziente, garantendo continuità assistenziale anche dopo il termine della fase intensiva". Dopo il primo anno di sperimentazione, accanto all’alta intensità, dal 2025 è stato avviato anche un percorso di media intensità che, superata la fase di emergenza, “accompagna” i ragazzi verso la presa in carico ordinaria. "Nei primi 18 mesi di attività - aggiunge la specialista - sono stati seguiti 16 adolescenti in alta intensità e 4 in media intensità; le prime evidenze mostrano che il progetto ha consentito di ridurre le azioni autolesive e suicidarie dei ragazzi coinvolti, limitando anche gli accessi in Pronto Soccorso".
A partire dal 2025, il modello ‘C’è Da Fare - SafeTeen’ è stato adottato anche dall’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma e dalla AULSS 1 Dolomiti di Belluno. Una versione 'leggera' è in fase di avvio all’Ospedale Gaslini di Genova, e sono in corso di definizione accordi con ulteriori realtà italiane, nella prospettiva di creare una rete nazionale di servizi ad alta intensità per adolescenti con disagio psichico severo. Dal progetto è anche nato un libro, pubblicato nel Febbraio 2025 e scritto dai professionisti di Niguarda (“Adolescenza 3.0. Interpretare la crisi, curare il disagio” di Cecilia Ferrari e Gianluca Marchesini, edizioni FrancoAngeli).
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