#Rassegnastampa Allergia all’uovo nei bambini: sintomi, trattamento e consigli per lo svezzamento
L’allergia all’uovo è una delle più comuni in età pediatrica e rappresenta la seconda causa di allergia alimentare dopo quella al latte. Nella maggior parte dei casi tende a risolversi spontaneamente con la crescita, scomparendo tra i 3 e i 6 anni o, più raramente, durante l’adolescenza. A fare il punto su sintomi, trattamento e gestione dell’alimento durante lo svezzamento è Luca Giuseppe Balossi, direttore facente funzione dell’Allergologia e Immunologia dell’Ospedale Niguarda di Milano, intervistato dal Corriere della Sera.
“Questa allergia – spiega Balossi – consiste in una reazione del sistema immunitario nei confronti di alcune proteine dell’uovo, in particolare quelle presenti nell’albume, come l’ovomucoide e l’ovoalbumina. Tra i fattori che possono aumentare il rischio di svilupparla ci sono la dermatite atopica, la familiarità per allergie e asma, ma anche l’uso precoce di antibiotici nella prima settimana di vita, che ha come conseguenza l’alterazione della permeabilità intestinale”.
I sintomi dell’allergia all’uovo sono variabili, ma all’incirca sono quelli più comuni a tutte le allergie: “Si va dalla dermatite atopica ai disturbi gastrointestinali, come diarrea persistente dopo il consumo di uova. Possono inoltre manifestarsi reazioni cutanee, come orticaria e angioedema, oppure sintomi respiratori tra cui tosse, voce rauca o sibili nei bambini più piccoli. Nelle forme più gravi esiste il rischio di anafilassi, una reazione sistemica che coinvolge più organi e può mettere in pericolo la vita”.
La gestione dell’allergia prevede principalmente l’eliminazione dell’uovo dalla dieta per un periodo stabilito dallo specialista, seguita da una graduale reintroduzione dell’alimento. “La reintroduzione segue tappe precise: si parte dall’uovo ‘in matrice’, cioè contenuto in biscotti o prodotti da forno, nei quali le proteine risultano parzialmente modificate dalla cottura. Successivamente si passa all’uovo cotto, poi a quello poco cotto e infine all’uovo crudo pastorizzato. Questo percorso aiuta il sistema immunitario a sviluppare tolleranza. Nei casi a rischio di shock anafilattico è fondamentale avere a disposizione l’adrenalina autoiniettabile, che agisce rapidamente bloccando la reazione allergica”.
Sebbene l’allergia all’uovo si manifesti soprattutto nei bambini piccoli, non vi è alcuna ragione per ritardarne l’introduzione durante lo svezzamento. Al contrario, le evidenze scientifiche indicano che un’esposizione precoce può favorire lo sviluppo della tolleranza immunologica. “Già durante l’allattamento – conclude l’esperto – piccole quantità di proteine dell’uovo passano attraverso il latte materno e vengono presentate al sistema immunitario intestinale del neonato, educandolo a riconoscerle come innocue. Per questo motivo oggi si raccomanda di introdurre l’uovo già a partire dai sei mesi di vita”.
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