Asma bronchiale per 3 milioni di italiani. Ambienti chiusi e inquinamento tra le cause

L’asma è una malattia infiammatoria cronica tra le più diffuse al mondo, che colpisce persone di qualsiasi età. “In Italia ci sono circa 3 milioni di asmatici - spiega Jan Schroeder, direttore dell’Allergologia e Immunologia dell’Ospedale Niguarda di Milano - mentre a livello mondiale si contano circa 350 milioni di casi, un dato in forte aumento. Questo fenomeno è legato alla sempre più crescente tendenza a vivere gran parte del tempo in ambienti chiusi con scarso ricambio d’aria, più esposti alla polvere, agli acari e inseriti in contesti urbani dall’elevato tasso di inquinamento”. Le soluzioni per alleviare i sintomi dell’asma vanno dalle terapie farmacologiche ai vaccini specifici contro acari e pollini, fino a semplici accorgimenti come trascorrere del tempo all’aria aperta, lontano da smog e agenti allergizzanti.


Come si manifesta l’asma

L’asma è un’infiammazione che provoca una iper-reattività dei bronchi: si manifesta con un broncospasmo, cioè con un restringimento temporaneo delle vie aeree associato a un eccesso di produzione di muco. Chi soffre d’asma avverte sensazioni di oppressione e costrizione toracica, difficoltà respiratorie e un respiro sibilante. Lo sforzo è simile a quello di dover gonfiare un palloncino ad ogni respiro.

Non si conoscono con certezza le cause dell'asma bronchiale. “Sicuramente esiste una predisposizione genetica, ma anche i fattori ambientali e le infezioni delle alte vie respiratorie in età pediatrica giocano un ruolo rilevante”, spiega l’esperto. “Anche avere un raffreddore che non passa mai aumenta il rischio di sviluppare l'asma, così come il fumo passivo e l'esposizione alle sostanze irritanti atmosferiche. L'asma con insorgenza in età giovanile è spesso associata all'allergia e ci vogliono delle indagini mirate per smascherarla. Quando insorge in età adulta, spesso non è di natura allergica”. 


L'iter diagnostico per scoprire l’asma

Il primo accertamento in caso di sospetto è la spirometria, un esame che misura il passaggio dell'aria dalla bocca al polmone e viceversa. Tuttavia, quando non è in corso una crisi, l’esito dell’esame può risultare normale; allora è il caso di procedere con il test di broncostimolazione con metacolina. Se l’esame risulta positivo, si può confermare la diagnosi di asma. La diagnosi delle possibili cause viene poi completata con i test allergologici, il dosaggio degli eosinofili, il test FENO e la visita dall'otorinolaringoiatra per valutare una concomitante rinosinusite.


Le terapie per l’asma

Le terapie si basano sull’utilizzo di farmaci inalatori: essi sono formati da un’associazione di broncodilatatore e steroide che agisce come anti-infiammatorio. In base alla gravità dell’asma varia il dosaggio dei farmaci. Questi sono gli unici a proteggere i pazienti dall’aggravarsi dei sintomi, dal peggioramento della funzione polmonare e, in molti casi, dalle complicanze della malattia.

Se l'asma è associata a un’allergia dovuta a uno o due allergeni respiratori, per esempio la polvere di casa (acari) o il polline (graminacee o ambrosia), si propone la vaccinazione. Questa si esegue con la somministrazione quotidiana di gocce o compresse per via sublinguale. La terapia deve protrarsi per 3-4 anni per sortire risultati efficaci e duraturi. “Un ultimo consiglio per mantenere l’asma sotto controllo - conclude l’esperto - è quello di programmare, quando possibile, una fuga dalla città e dallo smog. Magari prediligendo il mare dove l’aria può aiutare a liberare le vie respiratorie”.

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