#Rassegnastampa Crans-Montana: sei mesi dopo l'evento, ferite ancora vive nella mente
Sono trascorsi esattamente sei mesi dal rogo di Capodanno che ha causato ferite indelebili a molti ragazzi e adolescenti presenti nel locale Le Constellation di Crans-Montana. Le ustioni sulla pelle rappresentano solo una parte delle conseguenze di quella notte di festa; il resto rimarrà per sempre impresso nella loro memoria. A raccontarlo è Aglaia Vignoli, direttrice della Neuropsichiatria dell'infanzia e dell'adolescenza dell'Ospedale Niguarda, in un'intervista rilasciata al Corriere della Sera.
“Molti hanno flashback innescati da un oggetto che vedono, un rumore”, racconta la neuropsichiatra Vignoli. “La fase iniziale è stata delicata. Quando i ragazzi si sono svegliati dalla sedazione, hanno chiesto notizie delle persone che conoscevano. Qualcuno non c'era più. I familiari hanno dovuto raccontare loro quello che era successo, a volte con il nostro aiuto”.
Un altro momento delicato è stato il rientro a casa: “I primi ragazzi non volevano essere dimessi perché al Niguarda si sentivano al sicuro e vicini agli altri. Chi invece è stato ricoverato a lungo ha rischiato di provare una sensazione di ‘abbandono’ una volta tornato in famiglia. Li ha aiutati molto il fatto di vivere questa drammatica esperienza insieme, facendo gruppo”.
Il percorso di riabilitazione è ancora molto lungo e le difficoltà non mancano. “Le attività di fisioterapia sono faticose e a volte dolorose - conclude Vignoli - richiedono la collaborazione attiva dei ragazzi. Cantanti, calciatori e personaggi noti sono venuti in ospedale a incoraggiarli, ma è difficile mantenere la motivazione. In questa fase gli psicologi sono sicuramente di enorme supporto”.
Leggi l’intervista completa qui..>>
Le informazioni medico-scientifiche pubblicate in questo sito si intendono per un uso esclusivamente informativo e non possono in alcun modo sostituire la visita medica.