Ferma il tempo con la mindfulness

È lunedì mattina. La sveglia suona e, in un attimo, sei già in piedi, pronto a iniziare la giornata. Un caffè al volo, una rapida occhiata al cellulare e in men che non si dica sei immerso nella frenesia del traffico. Chiuso in macchina la mente corre, anticipando tutto ciò che ti aspetta: una riunione importante, telefonate urgenti e, se il tempo lo permette, un pranzo veloce. L'affanno cresce, ma non c’è tempo per fermarsi: bisogna sempre essere al passo, o addirittura un passo avanti. La sensazione di essere intrappolati in un meccanismo da cui non riesci a uscire, però, diventa sempre più forte. Ed è qui che entra in gioco la mindfulness: fermarsi un attimo e riportare la mente nel qui e ora può aiutare a sconfiggere l’ansia e a ritrovare la calma interiore.

"L’ansia è una condizione naturale di difesa, caratterizzata da sensazioni fisiche, attività mentale e comportamentale che si manifestano quando percepiamo una possibile minaccia. È come se il nostro organismo si attivasse in anticipo, preparandosi per far fronte a situazioni che non sono ancora accadute", spiega Simona Fascendini, psicologa e psicoterapeuta del Servizio di Psicologia Clinica all’Ospedale Niguarda. "Lo stress, invece, è la risposta del corpo a una pressione esterna o interna, e può provocare reazioni come l'aumento del battito cardiaco o la sudorazione. E quando le sollecitazioni stressanti sono continue, possono contribuire ad attivare stati d’ansia".

Un esempio per capire meglio la differenza tra stress e ansia è quello della posta elettronica piena. Ogni mattina apri la tua e-mail e ti trovi sommerso da una quantità di messaggi da leggere e rispondere. I muscoli si irrigidiscono: bisogna rispondere a tutti e il timore che qualcosa possa sfuggire sale. In questo caso, lo stress si manifesta come una reazione immediata, una risposta a uno stimolo esterno. Ma se aggiungi preoccupazioni, come il pensiero “Cosa penserà il mio capo se non rispondo a tutte queste mail?”, allora si entra nel regno dell’ansia.

Si tratta di fenomeni naturali, che possono però diventare debilitanti fino a evolvere in vero e proprio disturbo, se non adeguatamente riconosciuti e gestiti. Un po' d’ansia può anche avere una funzione positiva, preparandoci mentalmente ad affrontare possibili situazioni impegnative. Un eccesso di ansia, invece, mantiene il corpo in un costante stato di iper-attivazione e stress, con ricadute negative sul benessere psicofisico. Soprattutto quando diventa parte di una routine che non ci lascia respiro e ci costringe a correre senza mai fermarci.

In questo scenario frenetico, una possibile risposta alla gestione dello stress è rappresentata dalla mindfulness. Con questo termine si indica un modo particolare, contemplativo, di essere consapevoli del proprio presente, prestando attenzione all’esperienza sensoriale e mentale. La consapevolezza si allena con una serie di esercizi che aiutano ad ascoltare le sensazioni fisiche, il corpo e il respiro, gli stimoli sensoriali, i pensieri. Consapevolmente, senza giudicarsi, e focalizzandosi momento per momento. Queste pratiche richiedono attenzione e concentrazione, e non sono semplici tecniche di rilassamento. Gli studi hanno dimostrato che la mindfulness non solo aiuta a ridurre le reazioni fisiologiche legate allo stress, ma permette anche di ridurre i pensieri negativi ricorrenti, favorendo lo sviluppo di una maggiore stabilità emotiva. Insegna anche ad essere più consapevoli delle proprie reazioni fisiche, mentali, emotive e comportamentali, senza lasciarsi travolgere. È un invito a fermarsi, a prendere piena coscienza di ciò che viviamo, rimanendo ancorati al momento presente. 

È una pratica accessibile a tutti, sempre e ovunque: basta provare. La vera difficoltà, se ce n'è una, è la costanza, perché si tratta di un regalo che va concesso ogni giorno a sé stessi. Non basta un’unica sessione per ottenerne i benefici, è la continuità a fare la differenza. Non è una soluzione miracolosa, ma una pratica quotidiana che può aiutare a fermare i pensieri e recuperare la calma perduta, in un mondo che chiede di essere costantemente in movimento.

Questo articolo è tratto da ON - Il magazine dell'Ospedale Niguarda. Leggi il nuovo numero 1/2025 cliccando qui...>>

Le informazioni medico-scientifiche pubblicate in questo sito si intendono per un uso esclusivamente informativo e non possono in alcun modo sostituire la visita medica.

VEDI ANCHE

STRUTTURE SANITARIE
Servizio di psicologia clinica