MALATTIE EMORRAGICHE

È sotto i nostri occhi tutti i giorni: un piccolo taglio e dopo qualche minuto la fuoriuscita di sangue si blocca.
È la coagulazione, un processo vitale per evitare possibili emorragie, ma che deve essere adeguatamente controbilanciato da un’attività di anti-aggregazione: solo in questo modo, infatti, il sangue coagula esclusivamente in caso di lesione, ma rimane fluido durante il suo passaggio nelle vene e nelle arterie. Si tratta di una bilancia che mantiene un delicato equilibrio, ma se uno dei “bracci” pende più dell’altro, si “sconfina nel territorio della patologia” ed ecco che ad entrare in azione sono gli specialisti dell’emostasi.

 

La parola a Teresa Maria Caimi, Responsabile Emostasi

 

La nostra attività ha come scopo il miglioramento della qualità di vita dei pazienti in terapia anticoagulante orale.
Quando il sangue è “troppo denso”, il principale pericolo è rappresentato dalla trombosi. Alla base della spiccata tendenza a coagulare ci possono essere predisposizioni genetiche, che possono accentuarsi in particolari situazioni di rischio come un intervento chirurgico o periodi di prolungata immobilità.
In questi pazienti è fondamentale studiare e prescrivere un’adeguata profilassi anticoagulante prima dell’operazione. L’immobilizzazione della muscolatura crea, infatti, una stasi che facilita la trombosi; spesso allo stesso rischio sono sottoposti anche i pazienti che subiscono l’applicazione di un gesso; in tutti questi casi la predisposizione alla trombosi può portare fino all’embolia polmonare.

 

L’ambulatorio si occupa anche delle donne in “dolce attesa”.

 

La gravidanza è una situazione che espone ad una maggiore probabilità di trombosi, in quanto modifica completamente l’assetto coagulativo del sangue. In particolare la sorveglianza è rivolta alle donne che hanno avuto già un episodio di trombosi o complicanze ostetriche precedenti, come una storia di poliabortività, e ai rari casi di donne portatrici di valvole meccaniche cardiache. In queste ultime pazienti oltre alla necessità di esami periodici per evidenziare la minaccia di trombosi, si affianca la tempestività nella sostituzione dei farmaci anticoagulanti: quelli utilizzati per la cura ordinaria, infatti, potrebbero dare possibili malformazioni per il nascituro.
È importante quindi sospenderli il prima possibile in favore di presidi, più sicuri per il piccolo.


Malattie emorragiche e il laboratorio

 

Quando il sangue presenta difficoltà nella coagulazione, si parla di malattie emorragiche. Le cause possono essere svariate e interessare a diversi livelli il processo di coagulazione.
Tra le patologie più seguite c’è l’emofilia, sia congenita sia acquisita, (il Centro fa parte dell’Associazione Italiana Centri Emofilia ed è coordinatore per il registro europeo per l’emofilia acquisita - EACH), la malattia di Von Willebrand, le piastrinopatie e i difetti congeniti degli altri fattori della coagulazione. Per tutte queste patologie come anche per le malattie tromboemboliche il supporto del laboratorio nel percorso di diagnosi è fondamentale per individuare quel “peso in più” che “sbilancia il carico” nel processo di coagulazione.
 

Le informazioni medico-scientifiche pubblicate in questo sito si intendono per un uso esclusivamente informativo e non possono in alcun modo sostituire la visita medica.

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