#Rassegnastampa Soffio al cuore nei bambini, l'esperto rassicura: niente paura, e lo sport resta consentito

Spesso ci si preoccupa quando si sente nominare la parola “soffio al cuore”. In realtà, nella maggior parte dei casi non c’è nulla di cui preoccuparsi: si tratta di un semplice rumore prodotto dal sangue mentre attraversa le camere cardiache e i vasi sanguigni, e non sempre è indice di una patologia. A chiarirlo è Stefano Marianeschi, direttore della Cardiochirurgia Pediatrica dell’Ospedale Niguarda di Milano, in un’intervista a TG4 Medicina, dove rassicura anche sull’assoluta compatibilità del soffio con l’attività sportiva nella stragrande maggioranza dei casi.

“Secondo le direttive dell’American Heart Society - spiega Marianeschi - il soffio è presente in quasi la metà dei bambini che hanno da 1 a 14 anni. Esistono infatti due tipi di soffi: quello funzionale o innocente, molto comune nei bambini, che è un fenomeno transitorio e spesso legato a condizioni non patologiche, come la febbre; e quello organico o patologico, più raro, che va indagato in maniera più approfondita perché può essere legato a una cardiopatia. Se il pediatra riscontra un soffio, i genitori dovrebbero indagarne la natura senza allarmarsi, sapendo che la maggior parte dei soffi è benigna. Sarà poi il pediatra a indirizzare il bambino dal cardiologo pediatra che, tramite un’ecocardiografia, potrà determinarne l’origine”. 

Indipendentemente dal fatto che il soffio sia innocente o patologico, l’attività fisica non viene preclusa: “Lo sport è indicato per tutti i bimbi - conclude Marianeschi - e non presenta controindicazioni nemmeno in caso di malattie cardiache. Chiaramente va praticato secondo certi criteri suggeriti dal pediatra e dai cardiologi pediatrici, ma un’attività ludica, svolta per divertimento, non ha motivo di essere proibita”.

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