Salute mentale giovanile. Le grandi Aziende Ospedaliere fanno rete nei progetti di C'è da fare ETS

Prima plenaria congiunta tra Ospedale Niguarda, Ospedale pediatrico Bambino Gesù, AOU Meyer IRCCS, ULSS1 Dolomiti e Istituto Giannina Gaslini.

Nasce il coordinamento nazionale dei progetti di C’è Da Fare ETS dedicati alla salute mentale in età adolescenziale. La rete riunisce alcune delle principali strutture ospedaliere pubbliche italiane impegnate in questo ambito: ASST Grande Ospedale Metropolitano Niguarda (Milano), Ospedale Pediatrico Bambino Gesù (Roma), Azienda Ospedaliera Universitaria Meyer IRCCS (Firenze), ULSS1 Dolomiti (Belluno) e Istituto Giannina Gaslini (Genova).

Il coordinamento nasce a pochi anni dalla fondazione di C’è Da Fare ETS, avvenuta nel 2023 per iniziativa di Silvia Rocchi e Paolo Kessisoglu. In breve tempo, i progetti promossi dall’associazione hanno coinvolto alcune tra le più illustri aziende ospedaliere pubbliche italiane, che per la prima volta si riuniscono oggi in una rete strutturata, in un ambito in cui finora non esisteva un coordinamento nazionale condiviso. La costituzione della rete rafforza il ruolo dell’Associazione come promotrice e abilitatrice di protocolli clinici rigorosi con strumenti di valutazione validati e collaborazioni stabili tra centri di eccellenza a livello nazionale.

La plenaria, promossa dal Comitato Tecnico Scientifico di C’è Da Fare ETS, ha visto la partecipazione dei responsabili scientifici dei progetti attivi: Dott. Gianluca Marchesini e Prof.ssa Aglaia Vignoli (Ospedale Niguarda), Prof. Stefano Vicari e Dott.ssa Maria Pontillo (Ospedale Bambino Gesù), Dott.ssa Tiziana Pisano (AOU Meyer IRCCS), Dott.ssa Cristina Micheluzzi e Dott.ssa Mirta Lombardo (ULSS1 Dolomiti), Prof. Lino Nobili e Dott.ssa Marisa Alberti (Istituto Gaslini), insieme ai fondatori Paolo Kessisoglu e Silvia Rocchi, e alla Prof.ssa Francesca Gasparini, referente del CTS dell’Associazione. L’incontro diventerà un appuntamento annuale stabile, affiancato da un workshop scientifico aperto alla comunità di riferimento per condividere risultati, dati e buone pratiche.

Tra le prime azioni, l’avvio di uno studio multicentrico nazionale che unisce le 5 strutture ospedaliere dove hanno sede i progetti di C’è Da Fare ETS, con Niguarda centro capofila per la definizione del protocollo e la documentazione condivisa per l’approvazione del comitato etico. Lo studio consentirà la raccolta e l’analisi integrata dei dati clinici, rafforzando le evidenze scientifiche e la replicabilità del modello di intervento sulla salute mentale adolescenziale. «Mettere in dialogo alcune tra le principali realtà pubbliche che si occupano di salute mentale giovanile significa fare un passo avanti culturale e scientifico. Vogliamo che il tema esca dall’emergenza e diventi strutturale: servono metodo, dati e collaborazione stabile tra istituzioni. Questo coordinamento va esattamente in questa direzione», dichiarano Paolo Kessisoglu e Silvia Rocchi, fondatori di C’è Da Fare ETS.

Il coordinamento nazionale e lo studio multicentrico rappresentano un passo decisivo verso un modello condiviso, misurabile e replicabile, contribuendo a portare il tema del benessere psicologico in adolescenza al centro del dibattito pubblico e delle politiche sanitarie. Parallelamente, C’è Da Fare ETS è impegnata nell’espansione dei progetti e nella replicazione del protocollo in nuove città italiane, avviando interlocuzioni con ulteriori strutture sanitarie pubbliche e con realtà imprenditoriali che scelgono di investire sul benessere psicologico della propria comunità. Rafforzare e rendere strutturale questo impegno significa costruire alleanze territoriali durature tra sanità pubblica, mondo scientifico e imprese, affinché la salute mentale delle nuove generazioni diventi una responsabilità condivisa.

 

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