Vertebroplastica percutanea

Si tratta di un’iniezione per riparare le vertebre con uno speciale cemento per i crolli da osteoporosi e metastasi.
Sentiamo spesso parlare dell’osteoporosi, dell’importanza di una diagnosi tempestiva e di un adeguato programma di prevenzione e trattamento. Ma poi quando l’indebolimento osseo arriva a provocare una frattura, che interessa una o più vertebre, che cosa si può fare? In questi casi la vertebroplastica percutanea può essere la risposta. Si tratta di una tecnica che attraverso l’iniezione di uno speciale cemento acrilico direttamente nelle vertebre può contrastare il crollo strutturale ed essere un rimedio, molto veloce, contro il dolore.


Niente più viti e bisturi

Le vertebre maggiormente coinvolte in fratture dovute all’osteoporosi sono prevalentemente quelle a livello lombare e dorsale. Fino a qualche anno fa questo tipo di lesioni veniva trattato chirurgicamente attraverso il posizionamento di viti, barre o altre strutture di supporto, con tempi di recupero molto lunghi e un percorso post-operatorio complesso.


Oggi si ripara con un’iniezione

La vertebroplastica ha cambiato completamente il trattamento dei crolli vertebrali, consentendo non solo un’immediata scomparsa del dolore, ma anche una rapida ripresa delle normali attività (circa 1 settimana). “Questa procedura - spiega Maurizio Sberna, Responsabile della Neuroradiologia Diagnostica - prevede l’iniezione nella vertebra fratturata di un cemento acrilico, che va a riempire i vuoti nella struttura ossea deformata, ripristinando così la solidità della vertebra stessa con una rapida regressione del dolore, già dopo poche ore”.


Solo per fratture recenti

La vertebroplastica si realizza per via percutanea con il paziente in posizione prona e in sedazione. La procedura è condotta in sala angiografica sotto guida radioscopica (il termine tecnico è “scopia radiografica”). In circa un’ora l’équipe, composta dai medici neuroradiologi, i neuroanestesisti, gli infermieri e i tecnici di neuroradiologia, completa le fasi dell’intervento: dall’inserimento dell’ago all’iniezione dello speciale cemento. Nella stessa seduta si può intervenire su più vertebre e già il giorno successivo avviene la dimissione. La tecnica, inoltre, può essere utilizzata anche in pazienti molto anziani, verificando i requisiti per l’idoneità. “La vertebroplastica è indicata per fratture sintomatiche e recenti e prima dell’intervento va eseguita una risonanza magnetica che può essere integrata con altri esami, come Tac o radiografie, per identificare con precisione il tipo di lesione e le zone da trattare- specifica Sberna -”.


Vertebroplastica nei pazienti oncologici

Non solo osteoporosi: nel 20% dei casi il crollo vertebrale può essere dovuto a cause oncologiche. Nella vertebra interessata da metastasi la vertebroplastica permette di ottenere rapidamente la stabilizzazione della struttura e la riduzione del dolore entro poche ore dal trattamento. Allo stesso modo la procedura può essere utile per i tumori vertebrali benigni tipo gli angiomi cavernosi.

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