#Rassegnastampa Disturbi mentali. La rete integrata tra Ospedale Niguarda e territorio per la gestione dei casi più complessi

Nei primi otto mesi dell’anno, a Milano e Provincia sono state ricoverate 3.350 persone su 10 mila assistite per disturbi mentali. I più colpiti sono gli adolescenti, ma anche la popolazione over 50. A delineare la situazione è Mauro Percudani, direttore della Psichiatria dell’Ospedale Niguarda, in un’intervista al Corriere della Sera a commento dei diversi episodi di cronaca che hanno interessato la città nelle ultime settimane. Un fenomeno che, secondo l’esperto, richiede un’importante azione sinergica tra Ospedale e servizi psichiatrici presenti sul territorio per far fronte a numeri in continua crescita.

“Oggi l’Organizzazione mondiale della sanità dice che la prevalenza dei disturbi mentali riguarda il 15% della popolazione mondiale - spiega lo specialista - con aumenti che riguardano soprattutto i giovani adulti e gli adolescenti, ma anche la fascia d’età più avanzata degli over 65”. I problemi più frequenti negli adulti sono i disturbi depressivi e d’ansia. Tra gli under 30, invece, prevalgono i problemi comportamentali, l’abuso di sostanze, il discontrollo emotivo, i tentativi suicidari e l’autolesionismo.

Di fronte al moltiplicarsi delle richieste di aiuto, l’Ospedale Niguarda punta a offrire una risposta integrata tra Ospedale e territorio. “Il paziente che si presenta in Pronto Soccorso e viene poi ricoverato, una volta passata la fase acuta, viene affidato al Centro Psico Sociale (CPS). L’équipe ospedaliera incontra quella territoriale per il passaggio di consegne. Se invece la persona non può tornare a casa, viene accolta in una comunità”.

Superata la fase acuta è infatti fondamentale monitorare i pazienti dimessi, assicurandosi che seguano le terapie prescritte e il percorso di cura concordato. Un’attenzione particolare è riservata anche agli autori di reati con problemi di salute mentale, che seguono un iter specifico con équipe multidisciplinari in costante collegamento con la magistratura: “Anche in questo caso i numeri sono in crescita. Niguarda conta, infatti, un centinaio di persone con misure di sicurezza da monitorare nelle comunità in cui si trovano o al proprio domicilio”. Un discorso ancor più delicato riguarda le Residenze per l'esecuzione delle misure di sicurezza (Rems), destinate ai casi di maggiore pericolosità sociale, anch’essi in crescita. La sfida è ora rafforzare la rete di assistenza territoriale per garantire cure adeguate senza sovraccaricare il sistema ospedaliero, già fortemente impegnato nella gestione delle urgenze psichiatriche.

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