Ictus, gioca d'anticipo: stop al fumo, poco alcol, muoviti e mangia sano

Nel mondo ogni 6 secondi una persona viene colpita da un ictus, solo in Italia si registrano circa 200.000 casi all’anno. Eppure ben l’80% potrebbe essere evitato se si prestasse più attenzione ai fattori di rischio come il fumo, l’alimentazione scorretta e l’inattività fisica.

Pur essendo una malattia più frequente negli over 65, può colpire anche i giovani. Annualmente si verifica un caso di ictus giovanile (sotto i 45 anni) ogni 10mila persone e queste cifre risultano in costante aumento, soprattutto a causa di comportamenti errati.

Ecco le mosse giuste per prevnire questa patologia.

 

Occhio alla dieta e avanti con l’attività fisica

  • Innanzitutto curare la dietamangiare almeno 400-500 g di frutta e verdura al giorno perché, grazie al loro contenuto di antiossidanti, proteggono i vasi del cuore e del cervello. Diminuire l’uso di sale da cucina: l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha stimato che ridurre la quantità giornaliera di 3 grammi farebbe scendere del 22% la mortalità per infarto e del 16% quella per malattie coronariche e cerebrovascolari.
  • Consumare più fibreLimitare l’uso dei cibi grassi e fritti: i grassi saturi e quelli idrogenati sono più pericolosi perché aumentano il colesterolo LDL (quello cosiddetto “cattivo”). Consumare pesce almeno 2 volte alla settimana perché contiene i grassi omega 3 protettori delle arterie. Consumare più cereali integrali e legumi.
  • Stop al fumo e ridurre il consumo di alcol. L’assunzione di vino deve essere limitata ad un bicchiere al giorno per la donna e a 2 bicchieri al giorno per l’uomo.
  • Tenere sotto controllo il peso facendo attività fisica che riduce la glicemia, la pressione, i grassi nel sangue, lo stress e migliora la circolazione sanguigna e l’ossigenazione dei tessuti. È sufficiente dedicare 40 minuti della propria giornata all’attività fisica anche moderata come camminare.
     

Controlla pressione, glicemia, colesterolo e cuore

  • È necessario controllare la pressione arteriosa, che deve essere mantenuta al di sotto di 140/80 mmHg. Se è oltre questa soglia, bisogna adottare i giusti accorgimenti per abbassarla (stili di vita e farmaci).Le persone che hanno la glicemia alta devono sottoporsi a controlli periodici e seguire le terapie mirate che riducono gli zuccheri nel sangue.
  • I soggetti che invece hanno il colesterolo alto devono seguire una dieta particolare, oltre che ricorrere alla terapia farmacologica con le statine che abbassano i livelli dei grassi nel sangue.
  • Controlla il battito del tuo cuore con accertamenti regolari per individuare una condizione molto insidiosa per l’ictus: la fibrillazione atriale. Circa 1 ictus su 5 è dovuto a questa condizione. Inoltre per i soggetti più a rischio l’eco-color doppler (un’ecografia) della carotide è un valido esame di screening non-invasivo.

 

In caso di sintomi...

È importante riconoscere i segni che possono far sospettare l’ictus: difficoltà nel parlare, emiparesi facciale, impossibilità di sollevare un braccio o una gamba. 
È fondamentale allertare l'emergenza sanitaria segnalando queste evidenze. La catena del soccorso attiverà uno specifico codice ictus, un percorso dedicato che provvederà a trasportare il paziente nel più breve tempo possibile in un ospedale in cui è attiva una stroke unit (reparto dedicato a questo tipo di patologia). È un errore recarsi al pronto soccorso con i mezzi propri, si perde più tempo e le fasi di intervento rischiano di non essere abbastanza celeri; si rischia inoltre di raggiungere strutture sprovviste di centri dedicati.

Dal punto di vista del trattamento, la modalità di intervento più efficace a disposizione permette di intervenire sulle forme ischemiche (l’80% dei casi) e di sciogliere il trombo grazie a specifici farmaci trombolitici. L’infusione deve iniziare il prima possibile dalla comparsa dei primi sintomi.
Può essere inoltre applicata una seconda linea d’intervento, come una rimozione meccanica del trombo attraverso l’inserimento di cateteri che risalgono da un’arteria periferica fino all’area interessata.

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