Narcolessia nel bambino: disturbi del sonno e non solo

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La narcolessia è una patologia rara, non sempre così facile da individuare, soprattutto nella fascia d’età pediatrica. La malattia rientra tra i disturbi del sonno e secondo le stime potrebbe interessare almeno 15.000 persone in Italia, ma i casi diagnosticati sono 10 volte meno. Non c’è solo la sonnolenza continua, ci sono, infatti, tanti altri aspetti che finiscono per limitare pesantemente la vita sociale del bambino narcolettico, di cui spesso non si parla. Noi l’abbiamo fatto con lo specialista del Centro del Sonno.


Quali sono i sintomi della narcolessia?

Il sintomo principale è l’eccessiva sonnolenza diurna con colpi di sonno improvvisi in situazioni inusuali ad esempio durante una conversazione, a lezione, in attesa dell’autobus o anche mentre si mangia. Anche il sonno notturno, tuttavia può essere alterato con disturbi come le allucinazioni ipnagogiche, così intense da arrivare a terrorizzare il soggetto, e le paralisi nel sonno, caratterizzate da uno stato di coscienza della mente a cui non corrisponde un controllo sul corpo, in pratica si è svegli nel letto, ma immobili perché non si riescono a muovere braccia, gambe o altre parti. Questo succede perchè le fasi del sonno sono scombinate.


Poi c’è uno strano meccanismo chiamato cataplessia, di cosa si tratta?

E’ una rapida perdita del tono muscolare causata da stati emotivi intensi come rabbia, riso, eccitazione o sorpresa. La cataplessia può comportare solo una breve o parziale debolezza, ma può anche causare una quasi completa perdita del controllo muscolare per alcuni minuti. Il paziente cade a terra, non riesce a muoversi o parlare, ma è cosciente di quello che gli sta accadendo. Nel bambino questo tratto è accentuato e spesso lo porta ad auto-limitarsi. In questo modo evita tutto quello che può farlo ridere o dargli gioia: guardare i cartoni, giocare o anche di dare un bacio alla fidanzatina. In pratica cercano di non far entrare le emozioni nella loro vita.


Oltre alla sonnolenza continua, come si riconosce il bambino narcolettico?

Spesso passano diversi anni prima di individuare la patologia perché il bambino presenta dei sintomi compensatori che mette in atto per arginare la cataplessia o l’addormentamento. Così può capitare che mentre guarda la tv assuma pose inconsuete o manifesti tic, smorfie facciali o movimenti ripetitivi, come agitare le mani. Questi movimenti stereotipati spesso sono scambiati per disturbi neurologici del movimento o del comportamento ma l’origine non è di quel tipo. Comunque i segnali principali cui stare attenti per individuare la narcolessia nei bambini sono l’ipersonnia, o continua sonnolenza, che spesso si accompagna a un aumento spropositato di peso e una pubertà che si raggiunge precocemente.  


Quali sono le cause della narcolessia ed esiste una cura?

Non si conoscono ancora le cause della narcolessia con certezza, ma si sospetta un meccanismo autoimmune alla base della malattia. Tra i rimedi per la narcolessia oggi abbiamo a disposizione una serie di farmaci che attenuano molto i sintomi e danno un buon controllo dell’eccessiva sonnolenza.
 

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